Sicurezza
La montagna sempre più isolata tra poste in tilt e telefoni muti
Per un computer guasto è impossibile ritirare la pensione o fare pagamenti nell’unico ufficio rimasto Dal 28 giugno poi si attende l’intervento di Telecom : riuscire a parlare è diventata un’impresa
PESCIA. Un computer fuori uso e l’attività dell’ufficio postale va in tilt per giorni. Succede nella frazione di Vellano, dove l'ufficio postale, funzionante per 3 giorni alla settimana, è rimasto l’unico superstite per l'intero territorio della montagna pesciatina, dopo la chiusura – oltre un anno e mezzo fa – degli uffici di San Quirico e Castelvecchio.
Innumerevoli i disagi causati alla popolazione, che da giorni non può ritirare la pensione o effettuare prelievi d'altro genere o pagare le bollette. La faccenda si complica se consideriamo che la popolazione vellanese è rappresentata per il 70% circa da pensionati, che nella stragrande maggioranza dei casi non ha la possibilità di spostarsi fino a Pescia per questo genere di incombenza. Chi può farlo, invece, deve percorrere almeno 10 km per raggiungere l’ufficio postale più vicino. Quello di Pietrabuona, infatti, non è in grado di soddisfare le richieste di tutti gli utenti della montagna.
«Da giorni continuano a ripeterci che si aspetta il tecnico per ovviare al guasto – denuncia Publio Biagini, che a Vellano gestisce il museo etnografico del cavatore e del minatore – ma intanto le richieste si accumulano. La verità è che la montagna è un territorio dimenticato».
Il disservizio delle poste, infatti, non è l'unico di cui soffre la popolazione. Dal 28 giugno anche la telefonia funziona a tratti, sia sulle linee fisse che su quelle mobili. «Il gestore interessato è Telecom – dichiara Biagini – che ci ha rassicurato circa il fatto che dei tecnici ci avrebbero contattati, ma, ad oggi nessuno si è fatto vivo, tant'è che abbiamo ritenuto di dover avvisare i carabinieri. Vellano, non ce lo dimentichiamo, è tra le altre cose, sede di un presidio della Croce Rossa, del club alpino e di due ambulatori medici». E come si dice in molti di questi casi, oltre al danno c'è anche la beffa. In questo caso rappresentata dalla praticabilità della strada. Oltre ai lavori di metanizzazione, che fanno sì che la provinciale Valdiforfora rimanga chiusa per 8 ore al giorno, le cunette delle strade e le fossette laterali di scolo sono ostruite dai detriti che impedendo il normale deflusso delle acque piovane, soprattutto dopo i temporali di questi giorni, sono all’origine di problemi di ristagno e, nei casi peggiori, di allagamenti e frane su tutto il territorio.
«A volte la popolazione della montagna si lamenta e a buon diritto del fatto che dalle nostre parti non avviene la distribuzione dei giornali – conclude Biagini – ma tutti i problemi descritti fanno apparire la faccenda tutto sommato trascurabile a confronto. Mi auguro che la nuova amministrazione mantenga fede alle promesse elettorali e sappia mettere a frutto tutte le straodinarie potenzialità della Valleriana, contribuendo prima di tutto a renderla più vivibile».
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