Il Tirreno

Montecatini

niente quattordicesima

Terme, sindacati e direzione lavorano per un confronto

Terme, sindacati e direzione lavorano per un confronto

MONTECATINI. Un senso di “disagio” più o meno avvertito da tutti, azienda e lavoratori, ma non una situazione drammatica. In fondo, come dice l’amministratore unico delle Terme, Fabrizio Raffaelli,...

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Un senso di “disagio” più o meno avvertito da tutti, azienda e lavoratori, ma non una situazione drammatica. In fondo, come dice l’amministratore unico delle Terme, Fabrizio Raffaelli, «si tratta della quattordicesima e nessuno ha intenzione di toccare gli stipendi dei dipendenti». Un disagio che può essere neutralizzato solo da un deciso intervento da parte della proprietà, e soprattutto dalla Regione, tirata per la giacchetta un po’ da tutti, in questa vicenda, e chiamata a fare chiarezza sul futuro della società. Il disagio più roboante è quello espresso dal segretario della Uiltucs, Paolo Meacci, che conferma la possibilità di uno sciopero di un mese, tra il 15 agosto e il 15 settembre, «qualora non fossero ascoltate le nostre richieste». Meacci dice che è merito suo, avendo smosso le acque con le sue dichiarazioni, «se la Regione ha convocato l’azienda martedì per affrontare il problema, e di questo i lavoratori mi hanno ringraziato. Le risorse stanno finendo e per pagare gli stipendi ci sono soldi solo fino a ottobre. La società non riesce infatti a vendere gli immobili messi a bando perché fa prezzi troppo alti. Ora tocca alla Regione dirci cosa vuole fare delle Terme: possibile che non riesca a trovare un investitore o qualcuno interessato a comprare gli immobili?» Cgil e Cisl, però, frenano sullo scontro diretto che deriverebbe da uno sciopero così lungo e nel pieno della stagione. «Lunedì – racconta Luisella Brotini, Filcams – l’azienda ci ha convocati d’urgenza per dirci che aveva difficoltà nel reperire la liquidità per pagare le quattordicesime. Abbiamo espresso la nostra preoccupazione e chiesto un incontro alla proprietà. Abbiamo ben presente che i soldi stanziati dal pubblico non possono essere utilizzati per la spesa corrente, ma qui si tratta di capire se c’è ancora la condivisione di un percorso di risanamento e rilancio. Altrimenti a rischio non ci sarà solo la quattordicesima, ma gli stipendi. Se dopo l’incontro con Comune e Regione non saranno trovate soluzioni adeguate, ci riserveremo di decidere, con i lavoratori, quali iniziative intraprendere. Ma certo non ci sarà un mese di sciopero…» Sulla stessa linea la Fisascat. «La ‘sparata’ dello sciopero – dice Aniello Montuolo – non fa parte del nostro modo di agire. Certo, è grave che ciò avvenga nel pieno della stagione, ma prima vogliamo capire cosa ha intenzione di fare la proprietà. Una prima risposta arriva dall’amministratore delle Terme. «Quando ci siamo resi conto che non eravamo in grado di pagare la quattordicesima – dice Raffaelli – abbiamo subito convocato i sindacati, che hanno mostrato consapevolezza. D’altra parte le loro preoccupazioni sono anche le nostre».

David Meccoli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa