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Nazionale: Allegri non si sbottona

Nazionale: Allegri non si sbottona

Al talk show al Gambrinus dall’allenatore nessuna indiscrezione sul suo possibile futuro sulla panchina azzurra

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Un tris d’eccezione, Giorgio Panariello, Massimiliano Allegri e Giancarlo Antognoni, protagonista del secondo appuntamento di “Senti se c’ha un amico”, il talk-show ideato dallo stesso comico toscano.

Sotto i portici del Gambrinus si è parlato di Mondiali, calcio di alto livello (quello dell’ex ct del Milan e dell’ex numero 10 della Nazionale), ma anche di un livello più basso. «Io e il calcio? – ha detto Panariello – tutte le mattine prendo il Supradyn. E poi ero un buon portiere da giovane: ho fatto anche un provino con il Milan, ma ero troppo basso, mi hanno detto di tornare l’anno dopo. Ero però rimpicciolito di un centimetro. Uomo o zona? Mah, io giocavo a occhio: Occhio a quello, occhio a quell’altro».

Ma c’è stato spazio anche per il calcio “vero”. “Il Mondiale – ha detto Allegri - ci ha detto che in finale sono arrivate una squadra che si affida al buon gioco, la Germania, e una che invece ha messo da parte lo spettacolo, ma ha subito poco e si è affidata ai suoi campioni».

Poi, su Suarez e il morso a Chiellini: «A volte certi giocatori non si rendono conto di quanto possono influenzare negativamente i giovani, laddove invece dovrebbero trasmettere valori». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Antognoni. «Suarez ce l’ha un po’ di vizio, visto che non è la prima volta che gli succede. E invece in Uruguay lo hanno accolto come un eroe: è così che si diventa un cattivo esempio per i bambini».

Allegri ha affrontato anche l’argomento Nazionale: «In questo momento parlarne non ha alcun senso – ha detto il ct, da molti accostato alla panchina azzurra – anche perché si deve ancora decidere chi sarà il presidente della Federazione. Sicuramente non tutto è da buttare e l’Italia è in grado di eccellere in qualsiasi sport». Allegri ha anche detto che i giocatori più forti che ha allenato sono stati Ibrahimovic (“Un vincente dal carattere forte”) e Ronaldinho (“Peccato solo non averlo avuto sui livelli di quando giocava nel Barcellona”), mentre si è detto dispiaciuto di «vedere così Pato, che ha grandi qualità».

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