Il Tirreno

Montecatini

Ennesimo trasloco per il mercato del sabato

di Luca Signorini
Ennesimo trasloco per il mercato del sabato

Il sindaco di Pieve a Nievole opta per tornare a piazza Ventisette Settembre. L’ultima volta questo tipo di scelta aveva scatenato la reazione dei commercianti

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PIEVE A NIEVOLE. È il mercato della discordia. Che non trova pace, e neppure posto. È il mercato bistrattato: tra continue sperimentazioni, polemiche, proteste, riunioni fiume. E che finisce per perdere la sua identità di luogo d’aggregazione e di socialità. Dove un paese s'incontra.

Da almeno due anni e mezzo il mercato settimanale del sabato pomeriggio è in cerca della sua collocazione sul territorio. E ancora non l'ha trovata. Tanto che il nuovo sindaco di Pieve Gilda Diolaiuti, in una nota di un paio di settimane fa, è arrivata ad annunciare l’ennesimo spostamento dei banchi in piazza Ventisette Aprile (sede dal 25 giugno scorso anche del mercato a chilometri zero “Campagna amica”, in programma tutti i mercoledì mattina). Solo che una simile manovra, già tentata dalla passata amministrazione, aveva suscitato una generale levata di scudi: erano soprattutto i commercianti in sede fissa di via Matteotti (la strada che collega Montecatini a Serravalle e quindi a Pistoia) e gli automobilisti che si lamentavano della collocazione, tra totale chiusura del centro cittadino, mancanza di parcheggi e scarsa segnalazione della viabilità alternativa per bypassare Pieve.

Il Comune, accerchiato, rispose con l’apertura alle auto di via Buonamici, la strada che da via Roma porta a via Matteotti, fino a quel momento transennata il sabato pomeriggio. Passata l'estate, arrivò anche un comunicato di Confcommercio che considerava «questa sperimentazione conclusa e da archiviare».

E allora gli ambulanti, nel novembre 2012, fecero ancora fagotto: la nuova sede pensata per loro era piazza Don Marino Mori, dietro l'ufficio postale di via del Poggetto, in posizione defilata, fuori dal centro cittadino e lontana dai negozi di via Matteotti. Questa volta a esprimere disagi furono gli stessi proprietari dei banchi, messi in disparte in una zona periferica, con sempre meno clienti.

Tuonò per la seconda volta Confcommercio, «l'alternativa è poco appetibile per gli operatori titolari di posteggio, che in breve tempo potrebbero smettere di partecipare al mercato e restituire le concessioni al Comune», scrisse l'associazione di categoria. Nei successivi mesi il mercato settimanale continuò a operare in stato di semi-abbandono, quasi dimenticato in quel piazzale dietro le Poste.

Ora l'amministrazione da poco in carica torna sull’argomento. E dispone un altro trasferimento, il terzo in poco più di due anni. Sarà finalmente la volta buona?

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