Attenzione
Un’alleanza da quasi 7 miliardi di export
Prima assemblea unitaria delle Confindustrie di Pistoia, Prato e Lucca: rappresentate 1.473 aziende
MONTECATINI. Un nuovo soggetto in grado di rappresentare 1.473 aziende e 37.687 assunti. Si è svolta ieri a Montecatini la prima assemblea unitaria delle Confindustrie di Lucca, Pistoia e Prato, alla presenza di Innocenzo Cipolletta (presidente Aifi-Associazione italiana del private equity e venture capital) e di Pier Francesco Saviotti (amministratore delegato Banco Popolare). Un percorso di coesione che, in futuro, potrebbe anche allargarsi ad altri territori: si è fatto esplicito riferimento a Massa-Carrara.
Numeri. Le tre province rappresentano il 21,6% dell’export della Toscana: 6,753 miliardi di euro nel 2013. Se il settore manifatturiero prevalente a Prato è il tessile (incluso il comparto moda e accessori), a Lucca a primeggiare sono il metalmeccanico e la carta; mentre a Pistoia il settore tessile-moda è il più importante, seguito da metalmeccanica e cartario.
Finalità. I presidenti di Lucca (Cristina Galeotti), Pistoia (Federica Landucci) e Prato (Andrea Cavicchi) hanno sottolineato come la scelta dell’aggregazione sia in linea con la politica di razionalizzazione che impone una drastica riduzione del numero di strutture territoriali del sistema confindustriale. La risposta di Lucca, Pistoia e Prato va proprio nel senso di costituire un’unica associazione nella “Toscana del Nord”.
Nella conferenza stampa seguita all’assemblea, i presidenti hanno richiamato i motivi alla base di questa scelta, «dettata dalla vocazione produttiva sostanzialmente omogenea di quest’area, dalla tipologia spesso analoga delle imprese associate, dalle simili caratteristiche dei suoi territori».
Avanti senza Firenze. Un percorso di coesione che, in futuro, potrebbe anche allargarsi ad altri territori: si è fatto esplicito riferimento a Massa-Carrara («ma ci vuole consensualità»), mentre per Firenze è stato detto che il capoluogo è più orientato a una «politica regionalistica in cui tale città avrebbe la sede centrale». «Per questo – ha detto Cavicchi - non lo vediamo come nostro interlocutore: noi siamo per le macro-aree omogenee con strutture compatibili. E l’eventuale costituzione dell’area metropolitana non sarebbe un problema: in un caso parliamo di confini politico-amministrativi, dall’altra di aziende».
I presidenti. «Una evoluzione associativa – ha detto Landucci per Pistoia - che può generare anche occasioni di business. Può dare una spinta alla possibilità di scambi di lavoro, tra imprese di questa grande area, mettendo in rete nuovi partner commerciali e qualificati fornitori».
«Il percorso di fusione – ha aggiunto Cavicchi – non contraddice lo spirito con cui oltre un secolo fa fu fondata l’Unione Industriale Pratese, anzi lo ribadisce. Le nostre associazioni esistono per dare voce e servire le imprese: un obiettivo incompatibile con particolarismi e spirito di campanile».
David Meccoli
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