Il dolore
Abitazioni e uffici nell’area dell’ippodromo Sesana
Montecatini, la società Trenno ha presentato richiesta di cambio di destinazione d’uso di una parte delle sue ampie proprietà
MONTECATINI. C’è anche il Sesana tra i mittenti delle lettere contenenti le osservazioni al regolamento urbanistico giunte in Comune entro i termini prescritti. La società Trenno (gruppo Snai, proprietaria dell’ippodromo di Montecatini, oltre che di San Siro a Milano) ha infatti richiesto un cambio di destinazione d’uso di parte delle sue (ampie) proprietà, che in pratica si estendono su un’area quasi sconfinata che va dalla ferrovia fino all’ultima rotonda a sud di via Marruota, e dal torrente Borra fino a via Cadorna. Una superficie che, oltre a ospitare la pista in sabbia con le tribune e il ristorante, vede al suo interno il più grande parcheggio della città, le vecchie scuderie con decine di box per i cavalli, gli uffici, aree e verde e tanto altro ancora. Per tanto tempo, soprattutto da quando con gli anni Duemila l’ippica è progressivamente entrata in un tunnel di crisi da cui ancora oggi non riesce a uscirne fuori, si è parlato di cambiare la destinazione d’uso dell’area, da sempre esclusivamente ludico-sportiva. Ipotesi rafforzate dopo che lo scorso anno tutti i cavalli sono stati fatti definitivamente uscire (più o meno forzatamente) dal centro di allenamento adiacente alle tribune e al mega-parcheggio. I più radicali prevedevano addirittura che la struttura potesse essere rasa al suolo per farne una completa speculazione edilizia. Poi la sorpresa: per mesi si è parlato della predisposizione del nuovo Regolamento urbanistico da parte degli uffici comunali, ma ai piani alti di viale Verdi (nel senso concreto del termine, piuttosto che metaforico, visto che l’urbanistica è in cima al municipio), dei diretti interessati, ovvero tecnici o amministratori di Snai e Trenno, non si è affacciato nessuno. L’assessore all’urbanistica Davide Ferretti, in sede di conferenza stampa di presentazione del Regolamento approvato in prima battuta dal consiglio comunale, disse che «nessuno della proprietà in questi mesi si è mai fatto vedere in Comune per discutere eventuali variazioni, eppure me lo sarei aspettato». In definitiva la destinazione d’uso del Sesana sarebbe rimasta unicamente quella sportiva.
La legge prevede però che chiunque, dal privato cittadino alle prese con l’allargamento del tinello alla grande società proprietaria di svariati ettari di terreno, possa presentare osservazioni entro 60 giorni dalla prima approvazione del consiglio comunale. E così è stato anche per il Sesana, con un curioso retroscena spiegato dallo stesso amministratore delegato della Trenno. «Siamo venuti a conoscenza che a Montecatini ci sarebbe stato un nuovo Regolamento urbanistico solo leggendo il Tirreno a fine maggio – dice Stefano Marzullo – e da lì ci siamo subito attivati con i nostri tecnici. Nel giro di qualche settimana abbiamo quindi predisposto e consegnato in Comune un documento che fa presente la consistenza immobiliare della nostra società e richiede una diversa destinazione d’uso nei limiti degli indici previsti. Escludendo così l’anello della pista, che resterà sempre tale, abbiamo chiesto di poter diversificare l’area, nelle sue parti attualmente inutilizzate, a uso residenziale, direzionale e commerciale». Detto in altri termini: per farci, qualora il piano fosse accettato dall’amministrazione, case, uffici e negozi. «Ma a oggi – specifica ancora Marzullo – ancora non esiste alcun progetto concreto di trasformazione: si è trattato solo di un atto dovuto che potesse comunque valorizzare per il futuro il nostro patrimonio immobiliare».
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