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Commissioni consiliari a rischio per una protesta

Commissioni consiliari a rischio per una protesta

Monsummano, la minoranza propone di ridurle da cinque a tre

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MONSUMMANO. A rischio le commissioni consiliari permanenti. Dopo l'elezione del presidente del consiglio comunale, con le opposizioni che volevano la carica rinunciando all'indennità mensile (circa 1.300 euro come un assessore), scoppia una nuova bagarre tra i tre gruppi di minoranza (Forza Italia, Monsummano Bene Comune e Movimento 5 Stelle) e la maggioranza targata Pd. Questa volta al centro del dibattito ci sono le commissioni, una sorta di istituto di garanzia amministrativa e democratica per il corretto funzionamento del consiglio comunale, dove esaminare in maniera più approfondita gli argomenti all'ordine del giorno. Questo organismo potrebbero anche non essere istituito. Perché come nel caso del presidente del consiglio, scranno poi affidato al democratico Libero Roviezzo (che non rinuncia allo stipendio), pure in quest'occasione i consiglieri di centrosinistra restano sordi alle richieste delle opposizioni. Qui però sorge un problema normativo: secondo numerose sentenze pronunciate dal Tar, infatti, all'interno delle commissioni devono essere rappresentate, in proporzione ai voti ottenuti, tutte le liste presenti in consiglio. «Sul rinnovo delle commissioni permanenti – dice Michele Moceri, capogruppo di Forza Italia – la posizione del Pd è quella di mantenere 5 commissioni con 5 membri, 3 in quota maggioranza e 2 per le opposizioni. Purtroppo però le liste di opposizione sono tre in consiglio, e con due soli posti a disposizione si andrebbe contro la giurisprudenza. Noi della minoranza abbiamo chiesto di aumentare il numero dei membri a 8 e, nello stesso tempo, di diminuire le commissioni, alcune peraltro convocate molto poco nel corso del mandato appena concluso. La nostra idea è quella di accorpare gli affari generali con la cultura e la programmazione economica con il bilancio, che insieme a scuola e pari opportunità farebbero 3 commissioni contro le vecchie 5, 24 componenti contro i vecchi 25. Andremo a ridurre sia il numero di riunioni che di membri, quindi la spesa per i gettoni di presenza. Queste sono tutte cose previste dall'articolo 36 del regolamento comunale». Moceri, che è in odore di diventare vicepresidente del consiglio, annuncia che Forza Italia «non parteciperà a commissioni permanenti illegittime. Se anche le altre forze di minoranza si comporteranno come noi, l'istituto verrebbe meno e questo si rifletterebbe in maniera grave sui lavori del consiglio». Che andrebbe incontro a manovre di ostruzionismo capaci di minarne il corretto funzionamento.

Il tema è caldo, e oltre che nelle riunioni private dei giorni scorsi, è al centro dell'assemblea consiliare convocata per domani sera.

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