La protesta
San Domenico, si cerca di salvare la casa di riposo
Tra le ipotesi del Comune di Pescia una gara pubblica che impegni il vincitore a prendere in carico parte dei debiti a fronte di un contratto d’appalto più lungo
PESCIA. Il San Domenico non chiuderà e resterà pubblico. Questo è l'orientamento del neo sindaco Oreste Giurlani, che da quando si è insediato ha sottolineato «l'indispensabile ruolo sociale che la struttura esercita sul territorio e la necessità di mantenerla in vita».
Il San Domenico versa in condizioni difficili, soprattutto sotto il profilo economico-finanziario. Vessato dai debiti e da bilanci costantemente in rosso, il sindaco Roberta Marchi, lo scorso 11 febbraio, ha dovuto decretare lo scioglimento del consiglio d'amministrazione e il commissariamento dell'ente. Nel suo decreto, la Marchi parlava di «estrema gravità della situazione, peraltro ammessa dallo stesso Cda, che parla di situazione economico finanziaria che sta “ulteriormente precipitando” e di una “situazione di liquidità ancora più disastrosa”, senza tuttavia riuscire a proporre azioni che, nel tempo, riescano a dare prospettive di riequilibrio ma, anzi, propendendo per una “estinzione”.
Da allora sono trascorsi 5 mesi. Cosa è cambiato? Sono i consiglieri di maggioranza Valentina Incerpi, Valeria Nanni, Marco Catola e Marco Niccolai, tutti del Partito democratico a sollecitare la giunta perché dia una risposta. Lo fanno attraverso una mozione che verrà presentata al prossimo consiglio. Nel documento i consiglieri chiedono alla giunta di illustrare l’attuale situazione economico finanziaria del San Domenico e di spiegare al contempo come l'amministrazione intende muoversi per redigere un piano strutturato di risanamento e mantere la funzionalità della struttura.
Dalla relazione tecnica del commissario Elena Lorenzi, che salvo proroghe dovrebbe concludere il proprio incarico il 12 luglio, ciò che appare chiaro è che non sono emersi ulteriori debiti fuori bilancio rispetto a quelli resi noti dal Cda dimissionario. Ciò non toglie, come evidenziano nella loro mozione gli stessi consiglieri «che la situazione economico finanziaria della Asp risulta in netto peggioramento rispetto agli anni precedenti e che proprio la grave situazione finanziaria emersa negli ultimi mesi rischia, se non debitamente affrontata, di mettere in discussione il futuro della struttura».
Nei prossimi giorni (era programmato per giovedì 3 luglio) si svolgerà un incontro al quale parteciperanno il sindaco, il commissario e i sindacati per individuare le soluzioni per salvare la casa di riposo. Tra le ipotesi messe in campo una gara pubblica per l'appalto dei servizi che impegnerebbe l'aggiudicatario a prendere in carico parte dei debiti pregressi, ma avvantaggiandosi del prolungamento della stessa gara, che invece di durare 2 o 3 anni come normalmente accade, potrebbe arrivare fino ad 8.
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