Sicurezza
Giovani Indiana Jones riscoprono un acquedotto
Un gruppo di giovani borghigiani, che si è costituito in comitato “Andar per colli”, è impegnato nel recupero della sentieristica del comune con l'intento di valorizzare le potenzialità turistiche del territorio
BUGGIANO. Un nutrito gruppo di giovani borghigiani, che si è costituito in comitato “Andar per colli”, è impegnato da tempo al recupero della sentieristica del Comune con un intento ben preciso: valorizzare un territorio che ha una potenzialità turistica formidabile.Nella ripulitura dell'antico sentiero che collega Stignano con il torrente Cessana ha riscoperto, nascosto dall'edera, una straordinaria struttura architettonica settecentesca, ancora integra: il ponte dell'acquedotto di Bellavista.Conosciamo la storia dell'approvigionamento dell'acqua da parte dei Feroni. In un primo tempo i Signori di Bellavista si accontentarono di prelevare l'acqua da una sorgente che, immersa in un bosco di querce sulle colline di Stignano, venne denominata con una espressione poetica la “Fonte delle fate”, individuabile e tutt'ora attiva. Più tardi, anche per l'esigenza di mantenere il vasto giardino prospiciente il Castello, i Feroni fecero un secondo allacciamento, da una sorgente più ricca di acqua chiamata “Capofico”. E per attraversare con l'acquedotto il piccolo rio che scende da Stignano, fecero erigere questa imponente costruzione che ha le sembianze di un vero e proprio ponte a tre archi, in cui venne installato, in pietra serena, lo stemma della famiglia Feroni. «Purtroppo – spiega Giuseppe Franchi – a pochi metri, è stata eretta una diga in cemento armato. A quale istituzione il compito di sanare questo scempio paesaggistico? L'Assessorato comunale all'ambiente ed alla cultura del territorio, o la Soprintendenza, o la magistratura? Intanto mi sembrerebbe doveroso, da parte dell'amministrazione comunale, un riconoscimento pubblico del servizio che questi giovani volontari compiono per la Comunità (Giacomo Bernardi, Maurizio Cantoro, Roberto Federighi, Federico Maltagliati, Riccardo Monti e Quaglia), coadiuvati da altri che collaborano con un prezioso lavoro di supporto al progetto complessivo di recupero della sentieristica collinare».
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