Sicurezza
LA PINETA DI MIGLIARINO ALLE TERME
di ALESSANDRO GASPERINI
La paura, domenica mattina, è stata tanta. Quel fumo che all’improvviso si è levato dal parco termale ha fatto correre dei brividi lungo la schiena a una dipendente del vicino albergo Astoria, che infatti ha pensato subito di avvertire i pompieri. E meno male: i vigili hanno prontamente domato le fiamme, scongiurando un possibile disastro ambientale. Ma hanno confermato che il rogo era di origine dolosa. Il che non vuol dire che sia stato provocato intenzionalmente, magari si è trattata solo della classica cicca di sigaretta gettata per terra. Ma la cosa grave è che qualcuno era in quella zona, in teoria recintata, e non avrebbe dovuto essere lì. L’altra cosa grave è che, da un rapido sopralluogo, è apparso subito evidente che sotto le due tettoie di legno dell’ex campo di pratica golf, ma anche sotto gli alberi, è tutto un “fiorire” di fazzoletti e preservativi usati e cicche spente. Un posto ideale per fare sesso al riparo dagli sguardi, nonostante si sia a pochi metri dai vialetti frequentati dagli amanti dello jogging. Insomma: il parco termale “usato” come fosse la pineta di Migliarino, o il Padule di Bientina.
Al sindaco e all’amministratore delle Terme non risulta che il posto sia frequentato da prostitute. Bene. Anzi, male. Perché se è davvero così, significa che tutti quei rifiuti sono stati abbandonati non in poche settimane, ma in un arco di tempo piuttosto lungo. E, infatti, Bellandi ammette che l’ultima volta il “pratone” era stato ripulito prima dei Mondiali di ciclismo. E dopo? I buchi nella recinzione sono stati rattoppati già altre volte, ci dicono. Ma davvero basta ricucire una rete per sentirsi al sicuro? E nessuno ha mai fatto capolino da quel varco per vedere cosa succedeva a dieci metri di distanza?
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