Il Tirreno

Montecatini

L’ex campo da golf è terra di nessuno La soluzione? Vendere

di David Meccoli
L’ex campo da golf è terra di nessuno La soluzione? Vendere

L’incendio di domenica mattina mette a nudo il problema della sicurezza nella pineta. Un via vai che nessuno controlla

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MONTECATINI. Forse sono prostitute con i clienti, in cerca di nuove “frontiere” del sesso dopo essere state cacciate dalle immediate periferie e dalle Ztl notturne; oppure sono giovani coppiette in cerca di avventure all’insegna del “famolo strano”. Se a questi si sommano tossicodipendenti (un classico, nei parchi di mezzo mondo) e curiosi di ogni genere (leggi “guardoni”) si crea un mix esplosivo, o almeno “infuocato”. Come il principio d’incendio che è scoppiato domenica mattina nel vecchio (seppur mai utilizzato) campo pratica di golf in pineta.

Il “campone” (così è conosciuto soprattutto dai montecatinesi di una certa età, che per generazioni lo hanno frequentato per partitine a calcio con porte fatte di giubbotti o (corsi e ricorsi) per amoreggiare d’estate al canto dei grilli. Che sia diventato una sorta di “ritrovo” lo testimoniano le decine di preservativi e fazzolettini lasciati per terra (assieme, pare, anche a qualche siringa). Qualche volta le cose però non vanno lisce: un mozzicone, oppure un vero e proprio intento di procurare un dolo, e le fiamme sono divampate tra l’erba alta (e secca: il nubifragio che ha fatto saltare la festa di compleanno della città sarebbe arrivato di lì ad alcune ore), reti divisorie e postazioni in legno che, oltre dieci anni fa, nelle intenzioni delle Terme (che nell’area investirono 250mila euro, così, sull’unghia) avrebbero dovuto ospitare i golfisti. Un incendio che avrebbe potuto provocare danni ben maggiori, se i vigili del fuoco non fossero intervenuti immediatamente: poche decine di metri e ci sono i grandi alberghi che punteggiano la zona nord, il tennis club e, più in generale, i tanti frequentatori (vogliamo dire “normali”?) del parco termale. Che ci fosse un giro “strano” era chiaro a tutti e lo testimonia il fatto che il buco nella rete di confine per penetrare all’interno del “campone” è stato aperto (da coppiette più o meno legittime) e richiuso (dalle Terme, società proprietaria dell’area) per più di una volta. «Quella rete – conferma l’amministratore unico della Terme, Fabrizio Raffaelli – ce la rompono di continuo. Però che ci possa essere un giro di prostituzione è la prima volta che lo sento dire». E così la pensa anche il sindaco. «Di prostitute in quel punto della pineta – dice Giuseppe Bellandi – non ne ho mai sentito parlare. Prima dei Mondiali di ciclismo dello scorso settembre abbiamo anche fatto ripulire l’area, ma non è stato notato niente di strano». E a parte l’impegno di far controllare con maggiore frequenza l’ex campo pratica di golf, una soluzione forse definitiva ci sarebbe. «L’ideale – dice Raffaelli – sarebbe venderlo. La nostra idea è quello di fare un unico pacchetto con il tennis club, per farne un’area a vocazione sportiva. Secondo noi così avrebbe maggiore attrattiva. I tempi, però, non sono brevi. Il circolo del tennis, che peraltro è anche in parte vincolato dalla Soprintendenza, non è tra i beni immobili che hanno avuto il via libera alla vendita da parte del Comune, quindi dovremo passare prima dal consiglio comunale e poi dall’assemblea dei soci. Speriamo di concludere l’iter entro fine anno». E fino ad allora, hai voglia ad aggiustare la rete…

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