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Franceschi: «Uscire da Cosea deve essere una priorità»

PESCIA. Oliviero Franceschi, consigliere comunale di un’Altra Pescia torna a parlare delle problematiche legate al Cosea sollecitando la necessità di uscire dal consorzio. Già qualche giorno fa aveva...

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PESCIA. Oliviero Franceschi, consigliere comunale di un’Altra Pescia torna a parlare delle problematiche legate al Cosea sollecitando la necessità di uscire dal consorzio. Già qualche giorno fa aveva annunciato l’imminente aumento dei costi di smaltimento con conseguente rincaro delle bollette stimato intorno a 12 euro a famiglia.

«Vorrei che i miei colleghi consiglieri comunali – dichiara Franceschi – sia di minoranza che di maggioranza, avessero ben presente che non tutte le questioni che vengono portate sotto forma di interrogazioni o interpellanze, sono fatte per scardinare la maggioranza. Vi sono questioni che interessano la città, che devono essere affrontate a mente libera. Io sono pronto a collaborare con le cose buone che farà il consiglio, e vorrei che i consiglieri di maggioranza, avessero le stessa condizione mentale mia.Quando dico che Cosea ha grosse problematiche e che le alternative ci sono, se qualcuno pensa che vi siano chissà quali interessi, è in mala fede».

Il riferimento è alle critiche mosse da più parti al consigliere circa il fatto che l’aumento delle tariffe del Cosea viene stabilito nell’ambito dell’assemblea dei soci, e i soci sono i Comuni, quindi in ultima analisi a deliberare l’aumento sarebbe stato anche il Comune di Pescia e paradossalmente proprio nella persona del consigliere Franceschi, che nella passata amministrazione rivestiva il ruolo di vicesindaco e di assessore all’ambiente. «Se qualcuno pensa che vi fosse un’alternativa a approvare quei bilanci, è uno stolto», si difende Franceschi.

L’aumento delle tariffe, sancito il 29 aprile scorso e votato all’unanimità (solo il delegato del Comune di Porretta Terme si è astenuto) è stato determinato principalmente dall’acquisto e dalla gestione di un nuovo impianto per lo smaltimento che a sua volta ha comportato un aumento nei prezzi di trasporto e conferimento dell’umido e la necessità di un nuovo addetto da adibire al servizio. La tariffa per lo smaltimento dei rifiuti è diventata quindi di necessità superiore a quella prevista nel bilancio di previsione 2013-2015 ed è stata fissata a 134 euro euro/tonnellata. «Su questi temi, sono pronto a scrivere una mozione in collaborazione a chiunque si senta di affrontarli», annuncia Franceschi. (m.s.)

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