La manifestazione
Parco termale di Montecatini minacciato da un incendio
Le fiamme si sono levate nella zona abbandonata dell’ex campo di pratica golf, attaccando anche una tettoia di legno. Provvidenziale il pronto intervento dei vigili, avvertiti dalla dipendente di un hotel, che ha scongiurato un disastro ambientale. Il rogo è probabilmente di origine dolosa e si è scoperto che l’area è frequentata da prostitute con i loro clienti
MONTECATINI - Un disastro ambientale (e non solo) scongiurato grazie all’allarme lanciato verso le 10,30 di domenica 29 giugno da una dipendente del vicino hotel Astoria, sul viale Fedeli. Ha visto il fumo levarsi in cielo dal terreno abbandonato al confine con il complesso del tennis club della Torretta, dove ancora ci sono le tettoie di legno che una decina di anni fa facevano da corona al campo di pratica golf (un tentativo di rilancio “glamour”, fatto nel 2003, di quello spazio ai margini del parco termale che però abortì quasi subito).
I vigili del fuoco sono immediatamente partiti dalla caserma di via Camporcioni e si sono trovati di fronte a fiamme già abbastanza alte che avevano preso vigore nell’erba e attaccato una rete posizionata (chissà per quale motivo) nell’area antistante la tettoia di sinistra, cominciando ad aggredire anche il legno con cui è costruita la tettoia stessa. Un intervento provvidenziale, il loro, che in pochi minuti sono riusciti a domare le fiamme e a disinnescare un pericolo potenzialmente gravissimo. A qualche decina di metri in linea d’aria, infatti, ci sono diversi hotel (a cominciare, appunto, dall’Astoria), ma ovviamente le preoccupazioni riguardano anche lo stesso parco termale. Una mattinata di vento, in un periodo dell’anno più secco dell’attuale, e quindi con l’erba (che in quel punto non è curata) già secca, e c’è da immaginare cosa potrebbe succedere nella tanto celebrata pineta di Montecatini.
Nella foto un'altra immagine del principio di incendio (Foto Nucci)

Ad affiancare i pompieri anche una pattuglia della Polizia municipale, che ha effettuato un sopralluogo per rendersi conto della situazione. Da un primo esame è apparso abbastanza evidente che l’incendio è stato di origine dolosa. Resta da stabilire se intenzionale oppure no. Ma un altro aspetto che inquieta, e molto, è che quello spazio, che in teoria dovrebbe essere recintato e interdetto al pubblico, in realtà è molto frequentato. Soprattutto di notte, viene da pensare considerando i “resti” rinvenuti. Sparsi sotto le tettoie, ma anche ai piedi degli alberi dintorno, ci sono infatti mucchi di preservativi e fazzoletti usati, e anche qualche siringa. La zona (lo si nota subito) è infatti di facile accesso grazie al fatto che qualcuno ha praticato un buco nella rete che la divide dai vialetti del parco termale vero e proprio, quelli percorsi ogni giorno da decine di persone che praticano jogging. Un dipendente delle Terme, avvertito dai vigili di quanto era successo, avrebbe riferito che quella rete è stata più volte riparata, ma evidentemente questo non basta a scoraggiare i frequentatori di quell’alcova a cielo aperto, diventata con tutta evidenza uno dei luoghi preferiti dalle prostitute per appartarsi, di notte, con i loro clienti. E, chissà, forse anche di giorno l’ex campo pratica golf potrebbe essere frequentato per gli stessi scopi, visto che è abbastanza nascosto dalla vista.
Un episodio che, oltre alle fiamme, ha anche acceso, nuovamente, i riflettori su uno dei progetti più fallimentari mella storia della città: il campo di pratica golf inaugurato in pompa magna nel 2003, con una spesa di 250mila euro da parte delle Terme, ma mai veramente decollato.
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