Fabio Gigli entra in consiglio comunale, Rastelli verso la presidenza
Colpo di scena a Montacatini, il primo dei non eletti Fabio Tosi avrebbe dovuto prendere il posto dei colleghi entrati in Giunta ma ha deciso di non accettare dando via libera al secondo dei non eletti
MONTECATINI. Si dimette Fabio Tosi, consigliere comunale del Pd che avrebbe dovuto subentrare, come primo dei non eletti, ai colleghi scelti dal sindaco Giuseppe Bellandi come assessore. Ovvero Ennio Rucco, Leonardo Magnani e Monica Galluzzi. Al posto di Tosi, al primo consiglio comunale del Bellandi bis convocato per sabato 28 giugno alle 16:30, entrerà Fabio Gigli, che aveva ottenuto 61 voti. Effetto del successo del Pd, che ha rischiato l’en plein. Al momento, infatti, restano fuori dai banchi soltanto Francesca La Loggia (58 preferenze) e Flavia Paun (14). La notizia delle dimissioni di Tosi si è diffusa in città nelle ultime ore. Anche perché, sul profilo Facebook di Gigli, diversi “mi piace” e post di congratulazioni hanno contribuito ad accendere le lampadine su una notizia che Tosi ha cercato di tenere riservata.
Successivamente, lui stesso ha confermato la decisione di non accettare la nomina. L’ex assessore al personale è già stato nominato come membro del Comitato di Valutazione del Personale, anche se la nomina non è stata ufficializzata. A conferirgli l’incarico (che non è remunerato mensilmente ma prevede un contenuto compenso annuale) è stato il primo cittadino, che ha dovuto sostituire una componente dimissionaria. Altro punto all’ordine del giorno dell’assemblea consiliare, l’elezione del presidente del consiglio, che prevede un compenso praticamente identico a quello degli assessori. A questo punto dovrebbe essere Andrea Rastelli (ancora Pd) che ha totalizzato qualcosa come 350 preferenze. Una buona parte di queste al seggio di Nievole, che con queste elezioni si è confermata una roccaforte del centrosinistra. Rastelli era stato tra i papabili assessori della nuova giunta ma alcuni meccanismi interni ed esterni al partito hanno favorito Magnani. La scelta di Rastelli, indicato dal Pd ai propri consiglieri come nome da votare per la presidenza, è stata dettata proprio dall’esigenza di compensare la sua esclusione dalla giunta, tenuto conto del favore popolare raccolto. Che avrebbe aspirato all’urbanistica avendo preso parte alla commissione consiliare che ha partorito il regolamento urbanistico. Regolamento che a breve, esaminate le osservazioni, verrà recepito. Tra i nomi che erano girati come aspiranti alla poltrona di presidenti del consiglio, anche Massimo Morini (MontecatineSi) e Siliana Biagini (Pd). Di difficile ma non impossibile realizzazione, visti i mal di pancia della maggioranza, l’elezione di Silvia Motroni.
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