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i casi irrisolti di un quartiere

I cittadini di Grotta Parlanti: «Ci sentiamo dimenticati»

I cittadini di Grotta Parlanti: «Ci sentiamo dimenticati»

MONSUMMANO. La vendita dell'ex cartonificio Parlanti è una delle poche cose tentate e portate a termine in questa zona del territorio, tra l'ex pretura e la località Colonna, su via Francesca Nord....

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MONSUMMANO. La vendita dell'ex cartonificio Parlanti è una delle poche cose tentate e portate a termine in questa zona del territorio, tra l'ex pretura e la località Colonna, su via Francesca Nord. Perché di criticità, nell'area, ce ne sono parecchie.

Viene subito da pensare allo stabilimento termale Grotta Parlanti, da decenni in stato di degrado. Poi ci sono anche l'imponente edificio commerciale abbozzato ma da tempo lasciato al suo destino (cioè con i lavori fermi) e il circolo Arci all'angolo tra via Petrocchi e via Francesca che nessuno vuole (dove sono state bandite le slot machine). E queste sono le grandi questioni irrisolte.

I cittadini di Grotta Parlanti, adesso, provano a farsi sentire sulle piccole criticità, dopo averle illustrate in più occasioni all'amministrazione. Ma, per ora, senza alcun risultato. «Di promesse ne abbiamo sentite moltissime, ma concretamente nulla è stato mai fatto - dice un residente della zona, Roberto Di Prato - per mettere a posto e migliorare degli aspetti qui servono poche decine di migliaia di euro, ma il Comune pensa a spendere milioni per Cintolese e per le piazze del centro città. Se togliamo il bar, che per fortuna ancora c'è, il giornalaio, il parrucchiere e il forno, ci sentiamo abbandonati da tutti. Questo è un quartiere messo in disparte e trascurato negli anni. Siamo in tanti a pensarla così e proveremo a farci sentire, con qualsiasi forma di protesta civile possibile, fino a che non ci risponderanno con qualcosa di veramente concreto».

Si parte dall'asfalto rovinato in più punti di fronte alle abitazioni e dai marciapiedi (dove ci sono) pieni di buche e avvallamenti. Si continua con la mancanza di parcheggi. Poi l'illuminazione in black out da almeno un anno sul tratto iniziale di via dei Gobbi (5-6 lampioni sempre spenti), la strada che porta a Monsummano Alto. Dove l'erba ai lati è sempre alta, dove è pericoloso camminare. La campana verde per il vetro, inutilizzata da quando in città è entrata in vigore la raccolta rifiuti con il metodo del porta a porta: i cittadini chiedono di spostarla più a nord, su via Tre Fontane, per migliorare anche l'immagine della frazione.

Infine l'aspetto della sicurezza: «Il piccolo svincolo che dalla Francesca porta a via Tre Fontane, accanto al bar, è molto pericoloso e gli automobilisti lo prendono a tutta velocità - chiude Di Prato- c'è soltanto una segnaletica orizzontale sull'asfalto, dove addirittura le auto vengono lasciate in sosta. Per evitare incidenti e per aumentare la sicurezza dei pedoni si potrebbe installare uno spartitraffico e un attraversamento pedonale a qualche metro di distanza. Non chiediamo la luna, ma soltanto alcuni piccoli accorgimenti per sentirci più sicuri». (l.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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