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Carte di credito e postepay per furti telematici dalla Romania

di Pasquale Petrella
Carte di credito e postepay per furti telematici dalla Romania

Condannato a due anni di reclusione un uomo residente a Pescia che, secondo l’accusa, ha aperto tre conti in banca e altrettanti alle Poste per permettere ad una banda di romeni di effettuare i furti telematici

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PISTOIA. Non riciclaggio bensì ricettazione e condanna a due anni di reclusione. E' stata questa la decisione del tribunale di Pistoia presieduto da Luciano Costantini nei confronti di Eugenio Ciccarelli, 56 anni, originario di Tropea e residente a Pescia.

L'uomo è stato riconosciuto colpevole di aver aperto tre conti correnti in banca e tre conti alle Poste facendosi consegnare altrettante carte di credito e postepay che poi sarebbero state utilizzate in Romania per fare una serie di operazioni illecite per sottrarre soldi dai conti di ignari cittadini.

I fatti risalgono al luglio del 2010 quando due cittadini, uno residente a Pescara ed uno a Tropea hanno sporto denuncia contro ignoti per dei prelievi non autorizzati effettuati sui loro conti. Le relative banche hanno appurato che i soldi finivano sui conti di Eugenio Ciccarelli e contemporaneamente prelevati, grazie a quelle carte di credito e postepay, in alcuni sportelli bancari e postali in Romania.

Le denunce presentate alle forze dell'ordine di Tropea e Pescara sono state trasmesse alla procura di Pistoia, risultata competente per territorio, vista la residenza a Pescia di Ciccarelli. Ovviamente le banche e le Poste hanno immediatamente bloccato quelle carte di credito e postepay ma nel frattempo sembra che i truffatori siano riusciti a fare dei prelievi per diverse centinaia di euro per ciascuna operazione. Per non far partire segnalazioni automatiche dai sistemi informatici infatti gli organizzatori dei furti facevano operazioni sempre per un massimo di duecento euro.

Secondo il pubblico ministero, Luigi Boccia, l'imputato avrebbe messo a disposizione "la faccia" e cioè i suoi dati personali e i suoi documenti per aprire i conti, dopodiché avrebbe consegnato, in cambio di un proprio tornaconto, le carte di credito e i postepay alla banda di romeni specializzati nelle truffe informatiche che, grazie ai loro marchingegni riuscivano a scoprire i pin dei conti di ignari cittadini e a fare dei bonifici su quelle carte intestate a Ciccarelli che poi utilizzavano per fare i prelievi stando direttamente in Romania e quindi a rischio zero.

Eugenio Ciccarelli, difeso d'ufficio dall'avvocato Michele Capecchi, aveva cercato di difendersi denunciando lo smarrimento delle sue carte di credito. Una denuncia fatta però il 31 luglio del 2010 quando ormai era già stato scoperto il furto telematico ai danni di diversi cittadini. L'avvocato Capecchi ha sostenuto l'innocenza del suo assistito e chiesto l'assoluzione, mentre il pubblico ministero Luigi Boccia aveva chiesto un anno ed otto mesi per l'accusa di riciclaggio. Al termine della seduta in camera di consiglio, il tribunale ha però riqualificato il reato di Eugenio Ciccarelli in ricettazione e lo ha condannato ad una pena superiore a quella chiesta dal pm e cioè a due anni di reclusione.

Il tribunale si è dato quindici giorni di tempo per depositare la motivazione della sentenza.

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