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Con le falciatrici in spalla per recuperare i sentieri

Con le falciatrici in spalla per recuperare i sentieri

A Buggiano un gruppo di volontari al lavoro per salvare la storia del territorio. Durante i lavori è stato anche riscoperto un antico acquedotto

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BUGGIANO. L’ultima uscita è stata domenica mattina, alla volta dei sentieri sotto la località Castelvecchio (toponimo assai ricorrente in Valdinievole, ma in questo caso siamo a Castelvecchio di Buggiano). Ma non era una semplice escursione, i partecipanti erano “armati” di forbici, motoseghe e falciatrici, e non era nemmeno la prima: ormai già da qualche mese, armato di buona volontà, lo stesso gruppo ruba ore al proprio tempo libero per arrivare – anche nel senso letterale del termine – dove nessuno arriva.

Stiamo parlando del comitato “Andar per colli”, nato per iniziativa spontanea a Buggiano con lo scopo di recuperare una parte fondamentale della propria storia e del proprio paesaggio: gli antichi sentieri appunto. Un’esperienza che spesso si scontra con una realtà dura, fatta di ignavia nel migliore dei casi, di vera e propria ostilità nel peggiore (non sono mancati casi di alberi abbattuti volontariamente per chiudere l’accesso ai percorsi). Ma il gruppo non demorde e prosegue per la sua strada, anzi, per i suoi sentieri, sperando che l’esperienza diventi virale, e coinvolga anche le altre realtà della Valdinievole.

Inutile ricordare le mille potenzialità di questo lavoro, che non è solo recupero della storia (è merito del comitato la riscoperta del condotto aereo a tre archi, con il quale l’acquedotto di Villa Bellavista scavalca un rio che scende dalla collina di Stignano), ma anche potenzialità turistica e opera di salvaguardia del territorio (rendendo più agevole – per fare un esempio – l’accesso ai mezzi antincendio in caso di necessità).

Un lavoro che però, finalmente, sta ottenendo i primi giusti riconoscimenti, e che non si ferma alla sola (si fa per dire, visti gli sforzi che comporta) opera di ripulitura. Adesso è partita anche l’organizzazione delle prime azioni di valorizzazione di questo patrimonio culturale e territoriale: una merenda comunitaria in uno dei luoghi più importanti della valle della Cessana, un convegno da tenere a settembre e, arriviamo alla novità forse più prestigiosa visto il coivolgimento del Fonda Ambientale Italiano, la proposta di un percorso strutturato attraverso le colline buggianesi per la Marathon Fai 2014.

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(Foto di Chiara Zucconi, dalla pagina Fv "La valle del torrente Cesana)

«In un documento inviato all’amministrazione comunale – si legge nella nota del Comitato stesso – si rileva l’esistenza di alcune criticità lungo viabilità storiche: in ordine al loro stato di conservazione (invasione delle vegetazioni, smottamenti, sotterramento dei lastricati) e in relazione alla loro effettiva percorribilità, in quanto, per incuria pubblica e per disinteresse collettivo, negli anni alcuni percorsi sono stati chiusi con barriere. È necessario innanzitutto fermare questo processo di privatizzazione di percorsi storici, codificati nelle cartografie e ancora ben presenti nella coscienza comunitaria, e porsi subito l’obiettivo di ricondurre all’uso collettivo le strade pubbliche e vicinali di interesse pubblico che sono in queste condizioni di impercorribilità. Del resto, anche altre esigenze, oltre quelle di valore identitario e culturale, consigliano di ripristinare una piena percorribilità di tutte le strade storiche: la necessità di poter accedere a tutte le parti del territorio per ragioni di sicurezza (sanità, incendi, calamità naturali); l’opportunità di assicurare alternative ai collegamenti viari consueti; il diritto – perché di diritto vero e proprio si tratta, legato al senso di appartenenza e al concetto di cittadinanza – di ogni cittadino di muoversi liberamente nel territorio utilizzando i percorsi che storicamente sono sempre stati usati».

«Il comitato – chiude la nota – intende concorrere decisamente a questa prospettiva, aiutando l’ente locale a trovare soluzioni adeguate, non punitive per i proprietari, ma ferme nell’obiettivo di ripristinare i valori territoriali collettivi, nella convinzione anche che un programma che preveda un riuso, anche turistico, di questi percorsi comporterebbe indubbi vantaggi per tutti, compresi i proprietari dei terreni interessati, che vedrebbero valorizzato il proprio possesso».

 

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