Il Tirreno

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Il Museo della carta per rilanciare il turismo

di Maria Salerno
Il Museo della carta per rilanciare il turismo

Pescia: l’assessore alla cultura Barbara Vittiman e mezza giunta in visita alla struttura di Pietrabuona per concordare con il presidente Carrara iniziative comuni

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PESCIA. Il rilancio della cultura e del turismo a Pescia deve avvenire nel rispetto delle sue risorse e della sua identità storica. Questo il pensiero del nuovo assessore alla cultura, Barbara Vittiman, che proprio in ossequio a questa sua concezione della politica del territorio (condivisa peraltro dall'intera giunta) ha intravisto nella “carta”, e nel suo museo in particolare, una delle principali risorse sulle quali occorrerebbe investire per far ripartire Pescia. Per questa ragione la nuova giunta pesciatina ha chiesto un incontro con il presidente del museo della carta di Pietrabuona, Paolo Carrara, e col suo direttore Massimiliano Bini, per discutere e programmare il futuro del museo. All'incontro hanno partecipato, oltre all'assessore alla cultura, quello al bilancio Roberto Peria, il responsabile dei lavori pubblici Paolo Cecconi e il sindaco Oreste Giurlani. «La presenza di una così folta rappresentanza istituzionale – spiega la Vittiman – è determinata dalla volontà di approcciare le problematiche cittadine in maniera organica. Lavorare per comparti stagni in questo momento non serve, vogliamo prendere decisioni condivise e iniziare da subito ad operare in un'ottica di sistema».

«È stata la prima volta che una amministrazione appena insediata ha chiesto un incontro al museo – ha sottolineato il direttore Bini – e di questo abbiamo ringraziato. La storia del museo della carta, infatti, è stata caratterizzata, in passato, da rapporti difficili con le amministrazioni. Non abbiamo mai capito se il progetto interessasse veramente oppure no». Una cosa è certa, a questa amministrazione il progetto interessa. «Lo consideriamo un progetto molto ambizioso – sottolinea, infatti, la Vittiman – il museo propone un percorso interessante, reso ancora più stimolante dall'integrazione con la didattica, che offre ai visitatori più giovani la possibilità di creare direttamente al museo, con le antiche tecniche dei maestri cartai pesciatini, un foglio di carta fatto a mano. Queste esperienze sono fondamentali per la formazione dei ragazzi perché rimangono scolpite nella loro memoria. Siamo convinti che l'amministrazione debba incoraggiare e supportare tali attività in quanto valorizzare la carta vuol dire valorizzare la memoria storica di Pescia, che sulla carta ha fondato la sua economia e la sua identità».

Al museo della carta, inaugurato nel 1992, è annessa anche la cartiera “Le Carte” il cui nucleo originario, che risale alla seconda metà del secolo XV, venne ampliato e ristrutturato nelle forme attuali durante la prima metà del 1700. All’interno dell’edificio, per il quale è previsto il recupero funzionale, sono ancora conservate tutte le antiche macchine per la produzione della pregiata carta fatta mano. «Nel corso dell'incontro abbiamo manifestato all'amministrazione la volontà di proseguire il nostro percorso insieme – spiega Bini – soprattutto per ciò che attiene la ricerca di contributi e la partecipazione ai bandi, che nel passato ci ha visti soli, pur nella consapevolezza il supporto di un partner istituzionale è fondamentale. Infine, abbiamo avanzato la proposta di programmare un'attività museale coordinata insieme alle altre realtà presenti sul territorio, cosa che è stata accolta con favore».

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