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Montecatini

Montecatini ferita da quegli hotel chiusi

Montecatini ferita da quegli hotel chiusi

Dal Granduca Leopoldo al Londra al Corona: la triste decadenza e i progetti di recupero da far partire al più presto

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MONTECATINI. Sono testimonianze della città che fu, la città degli anni d'oro, in cui tutti i montecatinesi, direttamente o indirettamente vivevano di turismo. Testimonianze del passato che magari alimentano un po' di nostalgia per i tempi che furono, ma che, contemporaneamente, rappresentano spesso una forma di degrado, e non nascosta in qualche periferia, ma in "bella" evidenza, nel cuore stesso della città. Del resto stiamo parlando di ex alberghi, ossia di strutture nate per soddisfare i visitatori, quindi nelle zone di maggior flusso turistico e che, una volta abbassate definitivamente le serrande, son rimaste sotto gli occhi di chi arriva in città, mentre il passare del tempo infieriva sulle strutture.

E di serrande, nel corso degli anni, se ne sono abbassate parecchie, con centinaia di hotel che, tra crisi del settore o mancato ricambio generazionale, sono stati chiusi definitivamente.

Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti e, spesso, diventano casi di cronaca. L'ultimo, in ordine di tempo, il caso dell'hotel Granduca Leopoldo, occupato da senzatetto i quali, nel cucinare, hanno innescato un incendio. La situazione, sulla carta, dovrebbe cambiare con le nuove regole urbanistiche, che dovrebbero rendere più rapidi gli svincoli alberghieri e, quindi, il recupero di quelle strutture, che non saranno più hotel bensì abitazioni, ma che, almeno, non costituiranno un danno di immagine. Certo, poi bisognerà vedere quanti approfitteranno di quest'opportunità, anche in virtù di un mercato immobiliare fermo.

Ma quella è un'altra storia, quella che vogliamo raccontare qui è l'immagine di Montecatini, così come appare oggi, con appunto quelle serrande chiuse. Un'immagine, al momento, non bella, è quella di piazza Rimembranza e dintorni, non lontano dallo stesso hotel Granduca. Il termine "al momento" in questa circostanza non è casuale. Qui, infatti, sono montate le recinzioni che avvertono della presenza di un cantiere attorno al parco centrale. E cosa c'entra il parco con gli alberghi? Semplice, la sua risistemazione fa parte di un accordo complessivo che prevede anche la ristrutturazione di due hotel per la loro trasformazione in condomini di lusso. Un progetto portato avanti da un gruppo imprenditoriale russo che coinvolge proprio l'Hotel Granduca di via Venezia e, in piazza della Rimembranza, l'hotel Londra. Altro hotel, quest'ultimo, finito spesso in cronaca, perché fino a quando non furono murati gli ingressi, si era trasformato in un ritrovo di sbandati e di persone senza fissa dimora .

Spostandosi verso il centro di situazioni in attesa di una soluzione ve ne sono ancora parecchie. Uno dei casi più evidenti è rappresentato dal Corona d'Italia, con ingresso dal tratto iniziale di viale Verdi e con un lato che si affaccia sulla centralissima piazza del Popolo. Un albergo che presenta anche degli elementi di pregio, con i suoi fregi liberty, ma che aspettando lo svincolo richiesto, ha anche dovuto ricevere la visita dei vigili del fuoco, per alcuni pezzi di intonaco che stavano cadendo: un paio di anni fa si staccarono grossi pezzi di cornicione che caddero sull'area pedonale sottostante, dove, solo per un caso, non stava passando nessuno.

Restando intorno al centro c'è poi il caso di via Cavour, al centro di una nostra inchiesta pochi mesi fa. Una strada che, nonostante la posizione centrale assomigliava a una periferia, con tante saracinesche abbassate. Negli ultimi tempi almeno sotto il profilo commerciale si colgono segni di ripresa, con qualche vetrina che si è riaccesa, ma le porte dei tre alberghi che hanno chiuso in questa via restano sbarrate. Dell'hotel Baldino sono scomparse anche le insegne, le serrande del Margherita sono chiuse con una catena da bici, mentre l'hotel Cavour, all'inizio della strada, è finito nelle cronache per lo stesso motivo del Corona: per i pezzi di cornicione che, staccandosi da un terrazzo, colpirono alcune auto parcheggiando lì sotto.

La situazione migliora dall'altro lato rispetto a corso Roma, in viale Quattro Novembre. Certo, anche qui c'è un immobile abbandonato da anni, esattamente di fronte al Tamerici, ma in quel caso è più facile parlare di rammarico piuttosto che di degrado. Sì, perché è vero che è una struttura semi abbandonata, ma si tratta di un immobile su cui il tempo ha infierito, ma senza cancellarne la bellezza architettonica. Quindi, nonostante tutto, quell'edificio regala un po' di fascino ai passanti (è capitato di vedere turisti che lo fotografano), e il rammarico, in quel caso, è per il suo ancora mancato recupero.

Queste sono solo le cartoline di tre/quattro angoli di Montecatini, quelli più in vista. Se poi il tour prosegue di "buchi neri" in città, ne compaiono molti altri. Per fare un esempio: limitandosi a uscire dalla città muovendosi dalla nostra ultima tappa (viale Quattro Novembre), finisci per incappare - nella zona al confine tra l'area alberghiera e l'area residenziale - nell'ex hotel Versilia. L'ultimo ricordo è rappresentato da un palazzo transennato perché, da anni, perde pezzi.

Luigi Spinosi

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