Il dolore
Richiesta respinta e sanzione disciplinare
Dipendente della Rsa S.Domenico e Comune ai ferri corti dopo che la donna ha chiesto il trasferimento
PESCIA. Un provvedimento disciplinare nei confronti di una dipendente del San Domenico. Le motivazioni appaiono serie. Tra queste, si legge nel documento, ci sarebbero «comportamenti inadeguati nei confronti di alcuni ospiti ricoverati nella struttura e nei confronti del personale della cooperativa che le viene affiancato», con particolare riferimento ad atteggiamenti scontrosi, maleducati, con toni di voce troppo alti e inadeguati alla struttura in cui la stessa dipendente presta servizio. La contestazione proviene dall’ufficio procedimenti disciplinari e viene consegnata a mano alla stessa dipendente, Paola Venturi.
«Non ho mai fatto quello di cui mi si accusa – sostiene la Venturi – e ho tutte le ragioni di ritenere che si tratti piuttosto di una ritorsione nei miei confronti per avere inoltrato richiesta di mobilità, richiesta che è stata respinta dal Comune e per la quale è in corso un contenzioso». Ma cerchiamo di ricostruire la faccenda. Essendo stata assunta attraverso un concorso pubblico, Paola Venturi in seguito al commissariamento della Rsa decide di inoltrare al Comune di Pescia una richiesta di mobilità volontaria. La signora Venturi chiede, cioè, di essere trasferita al Comune di Pescia mantenendo l'inquadramento contrattuale e la posizione economica di cui gode nell'amministrazione in cui attualmente presta servizio, essendo il San Domenico un ente pubblico controllato dal Comune.
Il San Domenico non ha ancora chiuso ma da mesi le voci che circolano sono tutt'altro che rassicuranti e sono in tanti ad avere accarezzato l'idea di chiedere la mobilità volontaria. Ma il Comune respinge la richiesta di Paola Venturi, con la motivazione che il Comune sarebbe obbligata ad accettare il trasferimento del personale dipendente del San Domenico «solo ed esclusivamente» a seguito di estinzione dell'ente stesso e poiché al momento non vi è alcuna intenzione di procedere con la sua estinzione il problema non si pone.
Oltre tutto il San Domenico «non è un nostro ente pubblico» sostiene il segretario generale del Comune Claudio Sbragia, che ha firmato il diniego e ora il provvedimento disciplinare. «Ma allora perché è stato il sindaco a dover sciogliere il cda e procedere col commissariamento dell'ente?» si chiede Venturi. Anche in caso di chiusura dell'ente - chiarisce il segretario generale del comune - l'obbligo di assorbimento del personale previsto dalla legge regionale si scontrerebbe con gli equilibri finanziari imposti agli enti pubblici. Vale a dire che se il Comune non disponesse di una disponibilità finanziaria tale da potere procedere con le assunsioni, gli 8 dipendenti del San Domenico dovrebbero considerare tutt'altro che scontato l'assorbimento . (m.s.)
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