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Pronto soccorso con personale all’osso

Pronto soccorso con personale all’osso

Lettera dei sindacati Cisl e Uil al direttore generale: «C’è carenza di almeno 14 unità, una situazione imbarazzante»

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PESCIA. Una lettera al direttore generale della Asl, Roberto Abati, per segnalare «la situazione assolutamente precaria che sta vivendo il personale del pronto soccorso di Pescia, che ormai da mesi attende, inutilmente, che la direzione aziendale intervenga in modo serio e responsabile sulla dotazione organica degli Oss e degli infermieri». Una lettera-appello ma, al tempo stesso, una forte denuncia quella firmata dalle segreyerie sanità dei sindacati Cisl-Fp e Uil-Fpl. Una situazione che, con l'avvicinarsi del periodo estivo, non potrà che peggiorare «visto il sacrosanto diritto alle ferie dei lavoratori».

A conti fatti, scrivono i sindacalisti, il reparto attende ancora il reintegro del personale in lunga malattia, gravidanza, aspettativa, mai sostituito o sostituito solo in parte con tempi determinati che, una volta giunti a scadenza, non sono stati prorogati in tempo utile. Lasciando, di fatto, buchi nell'organico. «A questo va ad aggiungersi (ormai da mesi) l'attesa per l'inserimento di un nuovo turno infermieristico. Non pensiamo di dover ricordare l'importanza e la centralità che un efficiente Pronto soccorso riveste all'interno del percorso assistenziale. Per tutto questo è ancora più imbarazzante l'attuale impasse aziendale, nella quale i lavoratori sono lasciati da soli ad affrontare una situazione certo non facile (vedi per esempio scarsità di infermieri “triagisti”, le nuove norme per il trasporto delle salme che coinvolgono gli Oss del Ps e le tante limitazioni e prescrizioni che affliggono il personale limitandone di fatto l'utilizzo). Inoltre dobbiamo considerare la prossima apertura della Radiologia di pronto soccorso - Tac, di per sé è senz'altro positiva, ma che non potrà non avere riflesso sui carichi di lavoro degli operatori del Pronto soccorso. Come già in altre occasioni abbiamo espresso: è finito il tempo delle inaugurazioni e del taglio dei nastri».

Insomma, i sindacati ricordano che «per aprire i servizi non servono né i sindaci, né i direttori generali, tantomeno gli assessori regionali: occorre il personale, preparato, formato e motivato».

E invece, fatti i conti, risulterebbe che «allo stato attuale per avere un reparto normale ed equilibrato, con operatori messi in condizione di fare onorevolmente il proprio lavoro, non costringendo a ore di attesa il cittadino (o magari ad abbandonare il Ps a Triage avvenuto), occorrerebbero non meno di 14 unità». Ed ecco l’elenco: un turno aggiuntivo per il 4° operatore infermieristico notturno (6 infermieri); 3 Oss e 1 infermiere per la prossima apertura della Tac; 4 infermieri a tempo determinato per la sostituzione di gravidanza, lunga malattia, 104, personale con limitazioni, aspettative, eccetera. «Saremmo curiosi di conoscere – concludono – le ragioni che hanno consigliato la chiusura di un ambulatorio e la riduzione della presenza medica». La lettera si chiude con un invito «a provvedere quanto prima alle carenze»; in mancanza «sarà nostra cura portare tali situazioni all'attenzione degli organi istituzionali, in quanto sono messi in discussione il diritto alla salute dei cittadini e i diritti dei lavoratori».

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