Finanza
«Le trasferte? Ce le paghiamo da soli»
Peria e Cecconi replicano alle proteste. L’ex sindaco di Portoferraio annuncia: «Ho affittato un appartamento a Pescia»
PESCIA. Gli assessori di fuori non graveranno sulle casse del Comune. Sono gli stessi Peria e Cecconi, le cui nomine non hanno mancato di suscitare qualche polemica nei giorni passati, a rassicurare i cittadini da questo punto di vista.
Roberto Peria, l’elbano ex sindaco di Portoferraio, attuale assessore al bilancio nonchè vicesindaco, ha preso un appartamento in affitto a Pescia dove trascorrerà almeno quattro giorni la settimana (5 se dovesse essere necessario), ma assicura non chiederà un centesimo extra rispetto alla propria indennità. Paolo Cecconi, ex sindaco di Vernio, invece, farà il pendolare limitandosi a chiedere il rimborso delle spese vive, vale a dire quelle per la benzina, «calcolate secondo i consumi effettivi – precisa il responsabile all’urbanistica - e non secondo i tabellari Aci».
Entrambi sottolineano di agire per «spirito di servizio» e per aiutare «un amico che ha chiamato in un momento difficile». La loro aspirazione peraltro non è quella di rimanere in carica per 5 anni, ma restare giusto il tempo necessario per far tornare Pescia «un comune normale», rimettendo a posto le criticità più significative, che nel caso di Peria sono quelle relative al bilancio e alla riorganizzazione della macchina comunale, mentre per quanto riguarda Cecconi riguardano principalmente la riqualificazione urbanistica e l’approvazione del regolamento urbanistico.
Peria ha dichiarato di essersi già messo al lavoro, dal momento che al più presto bisognerà approvare il bilancio di previsione. Cecconi, invece, è alle prese con lo studio del territorio in attesa di divenire pienamente operativo. La città nutre grandi aspettative nei confronti del cambio di guardia, soprattutto in materia economico-finanziaria. Si può già dare qualche anticipazione?
«Al momento non esistono le condizioni per alleggerire la pressione fiscale – spiega il titolare al bilancio – ma è già un grande risultato cercare di non incrementarla. Quello che può essere fatto fin da subito, invece, è ridistribuirla secondo una visione politica che tenga conto, oltre che dell’esigenza di far quadrare i conti, anche di alcuni valori sociali di base. Come sappiamo ci sono persone più deboli e persone più facoltose, se devo scegliere di penalizzare qualcuno, in questo momento sceglierò sicuramente le seconde, secondo un meccanismo di solidarietà sociale che consiste nel chiedere di più a chi può di più, il che tradotto in soldoni vuol dire che anche se il carico fiscale dovesse rimanere invariato i meccanismi di redistribuzione opereranno immediatamente e si cercherà di arrivare a una situazione di maggiore equità, che certamente non sarà assoluta quest’anno, ma via via più visibile in quelli successivi.
Solo per fare un esempio: non voglio che l’addizionale irpef rimanga allo 0.8 per il povero disgraziato che non arriva in fondo al mese e per quello che va in giro con la Porche, semplicemente perché non è giusto. In questa fase questo è l’obiettivo che mi sono dato, più avanti si può anche prendere in considerazione l’ipotesi di abbassare le tasse a tutti».
Questa, in parole povere, è quella che Peria ha definito la «piccola rivoluzione culturale» di cui Pescia ha bisogno: «La visione sociale deve essere alla base delle scelte politiche, sarà questa la mia prima proposta al consiglio comunale».
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