Il dolore
Terme: dal quasi fallimento alla ripresa dei lavori
Montecatini: l’amministratore unico Fabrizio Raffaelli traccia il bilancio di un anno “vissuto pericolosamente”. E ora via alle vendite
MONTECATINI. Sintesi di “un anno vissuto pericolosamente” (la citazione cinefila è del diretto interessato), che forse non avrà raggiunto tutti gli obiettivi, ma sicuramente ha portato le Terme dalla situazione di pre-default in cui era stata dichiarata la società a fine 2012, a una relativa tranquillità. Il primo anno in Palazzina Regia per l’amministratore unico Fabrizio Raffaelli se n’è appena andato (l’insediamento è datato 7 giugno 2013) e ora si aprono tre mesi estivi che in viale Verdi si annunciano roventi.
La ripartenza. «È stato – dice Raffaelli – un anno complicato. Quando sono arrivato la società era vicina al fallimento, i rapporti con le banche sospesi, i lavori alle Leopoldine completamente fermi, l’aumento di capitale da parte della Regione non era ancora stato fatto, le vendite degli immobili non decollavano. Con Sassoli, Arizzi, Pellegrini e tutti i dipendenti ci siamo rimessi in moto».
Meno una. «Per ottenere la ricapitalizzazione dalla Regione – racconta ancora Raffaelli – la condizione era un rientro del bilancio e un intervento sui costi del lavoro. L’accordo coi sindacati per gli ammortizzatori sociali ha portato allo sblocco dell’erogazione della prima tranche di finanziamento da Firenze e la seconda sarebbe arrivata a febbraio: ora l’atteggiamento della Regione nei nostri confronti è di maggior fiducia e questo ha portato anche a un riscontro positivo nel pool di banche con le quali abbiamo rinegoziato il mutuo. A oggi manca solo il via libera dal gruppo Intesa».
Acqua a catinelle. L’amministratore unico spiega poi che dai lavori sui pozzi alle Leopoldine, iniziati lo scorso agosto, sono arrivate buone notizie: «Se non ci fossero state risposte positive l’intero castello era destinato a saltare. Invece tra la nuova sorgente e il vecchio pozzo c’è acqua a sufficienza per la piscina e per tutto il sistema termale». E sempre sul versante Leopoldine buone nuove sono arrivate con il ritrovato feeling con lo studio Fuksas (la prossima settimana è in programma un incontro), che a gennaio a consegnato la documentazione mancante al nuovo direttore dei lavori. Vanno avanti anche le pratiche amministrative, con pareri positivi in arrivo (o già arrivati) da commissione urbanistica, Soprintendenza, Asl, vigili del fuoco e genio civile. «Vorremmo realizzare – dice Raffaelli – solo quel che è sostenibile economicamente, a partire da ciò che è in grado, piscina e spogliatoi, di generare reddito fin da subito. Intanto cerchiamo di avere un prodotto finito, poi troveremo le risorse per completare l’opera».
Bilancio meno rosso. Il taglio ai costi (tra utenze, stabilimenti chiusi e contratti di solidarietà) ha portato al risparmio di un milione di euro. Il che vuol dire che se l’azienda prima perdeva 3,2 milioni, ora è passata a 2,2. Ciononostante, grazie anche alla transazione con la vecchia società di gestione ascolana, c’è stata una sopravvenienza attiva che ha permesso di chiudere il bilancio in maniera positiva. «Ora, però – spiega Raffaelli – diventa fondamentale vendere qualche immobile. I primi ad andare a bando saranno la Palazzina Fideuram e quella dei Consulenti, poi seguirà il Teatro Verdi, dopo che la Soprintendenza avrà autorizzato l’alienazione e posto vincoli all’acquirente».
Tettuccio al centro. Un’altra grande sfida sarà quella di arrivare all’apertura del Tettuccio 365 giorni l’anno. «Fondamentale, per questo obiettivo, è l’aumento di capitale da 1,2 milioni da parte del Comune. Soldi che serviranno a completare la parte idropinica al salone Portoghesi, a restaurare la copertura e gli stucchi e a realizzare la nuova area benessere al primo piano, laddove oggi ci sono i 250 bagni per gli uomini. Fare wellness davanti a un finestrone che guarda Montecatini Alto e nello stabilimento più bello e importante potrebbe dare competitività e nuovo slancio al settore. Contiamo di realizzare il progetto entro la fine del 2015».
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