Proteste
Problemi sulla linea: treni soppressi o con ritardi abissali
Viaggi da incubo tra Pistoia e Lucca, partono solo pochi treni e a rilento, mentre a bordo i servizi non funziano

(Stazione di Montecatini: la situazione nel pomeriggio di martedì 11 attraverso i cartelli)
MONTECATINI. Tre treni mai partiti. Un’altra decina che hanno accumulato ritardi che, in alcuni casi, hanno sfiorato, addirittura, superato l’ora. Treni che invece viaggiavano, ma che, per chi ci stava sopra, sembravano carri bestiame.
Queste potrebbero sembrare lamentele raccolte nel tempo da chi usa il treno per spostarsi, invece si tratta di situazioni concentrate in poco più di un paio di ore, nella tarda mattinata di mercoledì 11, e su un tratto di poche decine di chilometri, quello compreso tra le stazioni di Lucca e Pistoia. Un tratto che, per chi ha usato il treno per i propri spostamenti, si è trasformato in un incubo, per tutto quello detto in premessa. Il primo problema, passato quasi inosservato, perché consumato in deposito ha riguardato un treno, il 3064, mai partito per un guasto. Ma la maledizione non è finita lì. Il treno 3057, partito da Lucca in direzione Firenze poco dopo mezzogiorno ha mostrato da subito gravi problemi, funzionando a rilento. Alla fine è arrivato a Firenze, con oltre un’ora di ritardo rispetto all’orario di arrivo previsto.
Non solo, ma quei problemi tecnici oltre a rallentare il treno, hanno avuto anche altre conseguenze: in molti vagoni non funzionava l’aria condizionata (ed eravamo nelle ore più assolate di una giornata caldissima), in altri magari l’aria era fresca, ma erano le luci interne a non funzionare (con la conseguenza di ritrovarsi – al momento del passaggio nella galleria del Serravalle – completamente all’oscuro). Infine a completare le traversie di chi si trovava sul 3057, il fatto che la maggior parte delle toilette fossero inutilizzabili perché mancava l’acqua. Insomma, in molti sono arrivati tardi ai rispettivi impegni, e dopo aver vissuto un’esperienza di viaggio a dir poco allucinante. Non solo, ma su quel treno sono saliti in molti che erano arivati in stazione per prendere il successivo regionale diretto a Firenze, il 3059: sui tabelloni quel treno era infatti indicato con mezzora di ritardo (poi alla fine saranno 40 minuti), così in tanti hanno scelto di prendere quello precedente, ossia proprio il 3057.
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Un caos generato, secondo le prime indiscrezioni, da un abbassamento di tensione sulla linea elettrica che alimenta i treni. Invece la realtà è stata quasi peggiore, visto che si è trattato – come è stato spiegato dall’ufficio stampa di Ferrovie dello Stato – della coincidenza di due elementi. E, su una linea a binario unico come quella tra Pistoia e Lucca, ogni problema è destinato ad avere un effetto domino. Due problemi non ne parliamo. In questo caso uno più uno fa tre. Ed è quanto successo mercoledì: prima il treno, il 3057, che con i suoi guai ha rallentato tutto il movimento lungo la linea, poi, subito dopo, un guasto a un passaggio a livello in prossimità di Tassignano, che ha costretto tutti i treni di passaggio in quel punto a rallentare e procedere a passo d’uomo fino alla riparazione del guasto. E l’effetto domino si è fatto sentire eccome, con ritardi abissali dei primi treni che seguivano. La situazione è tornata quasi alla normalità attorno alle 15, dopo la soppressione dei treni 3061 e 3070, per far riequilibrare la circolazione.
Poi il sapore della beffa: la nota dell’assessore regionale Ceccarelli che lanciava un appello a Trenitalia sull’impegno a far funzionare i condizionatori. Una nota giustissima certo, ma, intanto, già far funzionare i treni non sarebbe male.
I RITARDI SECONDO PENDOLARI REPORTER
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