Attenzione
Calzaturiero settore ad alto rischio
Dopo il caso Parlanti il sindaco di Monsummano chiede interventi strutturali
MONSUMMANO. «È necessario e opportuno attuare non un ennesimo tavolo di discussione, ma una vera e propria azione di reale sostegno alle nostre imprese, non solo per cercare di sostenere le aziende in gravi crisi, ma anche per prevenire altre crisi che, nella situazione attuale, non sono affatto imprevedibili»: all'indomani dell'annunciata chiusura del calzaturificio Parlanti di via Berni (con il licenziamento di 38 lavoratori) il sindaco Rinaldo Vanni, si erge a paladino del distretto industriale cittadino soprattutto nei confronti delle istituzioni e delle banche.
«A tal fine – scrive il sindaco – è mia intenzione convocare nei prossimi giorni i rappresentanti delle categorie: lavoratori, artigiani e imprenditori, responsabili degli istituti di credito locali, Camera di commercio, per concordare un’azione precisa e specifica, investendo la Regione Toscana e i nostri rappresentati istituzionali in Parlamento affinché, nelle more del distretto calzaturiero in cui siamo ricompresi, siano assunte reali e concrete azioni a sostegno del comparto, che tanto ha dato e sta dando nel sostenere il “Made in Italy” e che adesso è necessario sostenere non solo a parole, ma con fatti concreti e tangibili».
L'appello è forte e si spera non cada nel vuoto. «L’amministrazione o meglio le amministrazioni (Comune, Provincia, Regione e insieme a loro Camera di commercio e altri) – continua Vanni – non possono rimanere silenti di fronte a questi impoverimenti dei lavoratori e insieme a loro degli imprenditori e artigiani, ma più in generale di una comunità, che sul lavoro ha fondato lo sviluppo e il benessere. Non voglio registrare mestamente un nuovo declino delle nostre aziende e del comparto calzaturiero che, nonostante tutto, costituisce ancora il maggior numero di occupati nel nostro territorio».
Il sindaco esprime «piena e totale solidarietà ai lavoratori del calzaturificio Parlanti per la grave crisi in cui si sono venuti a trovare, e non di meno la solidarietà va alla famiglia Parlanti Balducci, titolare della storica azienda monsummanese. Altre 38 persone, e con loro 38 famiglie, che vivono lo spettro della perdita del lavoro e fra loro molte donne, un numero già consistente di per sé che si va ad aggiungere al già alto numero di lavoratori del comparto che hanno già visto cessare o delocalizzare le loro aziende».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google