Il dolore
«Privatizzazione: abbiamo già dato»
Le reazioni al ballottaggio di Montecatini: per Guido Taddei il progetto di Sensi sulle terme non è piaciuto agli albergatori
MONTECATINI. «La destra, come partito, ha inciso proprio poco, siamo a uno zero virgola. La gente ha guardato alle persone, non ai partiti. Lapenna ad esempio non è mai stato considerato un uomo di destra. E poi Bellandi è uno che si presenta bene, uno dal passato di estrema pulizia. Intendiamoci, non è che neanche Sensi avesse delle pecche sotto questo punto di vista. È stato assessore all’urbanistica e ha lavorato bene: ricordo che trovò uno stagno delle rane al Kursaal e fu lui a consentire che si sbloccassero i lavori». Guido Taddei è uno dei “grandi vecchi” della politica montecatinese. Albergatore (più volte presidente Apam), ex componente del Cda delle Terme Spa - «fu durante il nostro mandato che resistemmo a chi chiedeva di dare 8 milioni agli ascolani perché se ne andassero, e riuscimmo a mandarli via a costo zero» - e, soprattutto, più volte consigliere comunale e “uomo forte” della destra. «Se gli albergatori hanno influito sulla rielezione di Bellandi? Non credo che contino abbastanza. Agli albergatori interessa che ripartano le Leopoldine. Bellandi in campagna elettorale ha assicurato che succederà a settembre: se l’ha detto, lui che non parla a vanvera, vuol dire che avrà avuto qualche rassicurazione. E poi, il Comune è di sinistra, la Regione è di sinistra, uno dei principali creditori delle Terme sono le Coop di sinistra: se non trovano l’accordo tra di loro!».
Dove ha sbagliato Sensi? «Ha fatto dei tentativi, ci ha provato. Ma, ad esempio, ha parlato di privatizzare le terme, portando un indiano: non so quali siano i margini per questa operazione. Personalmente mi è bastata quella con gli ascolani!».(a.g.)
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