Sicurezza
«Mi ha premiato la gente che ho ascoltato per 5 anni»
Bellandi si commuove ripensando alla telefonata della madre e al saluto dei dipendenti. «Ora basta con i veleni, farsi la guerra non serve alla città»
MONTECATINI. In fondo Giuseppe Bellandi, dopo il successo del primo turno, si aspettava di vincere. Ma lo scarto di voti che lo ha separato dall’avversario Riccardo Sensi lo ha lasciato senza fiato. 60,22 per centro contro 39,78 va oltre le più rosee aspettative. Sono le 16,30 di lunedì pomeriggio. L’ex primario di radiologia ha appena ricevuto, per la seconda volta, l’investitura a primo cittadino. Con lui c’è Ennio Rucco. Mentre racconta ai giornalisti la cronaca delle ultime 48 ore, Bellandi si commuove. «Ripenso a mia madre: piangeva al telefono mentre ascoltava i commenti del risultato. Oggi mi sento strano: è come se mi guardassi dall’esterno. Arrivato in Comune, ho ritrovato gli impiegati con il solito sorriso che avevano stampato sul volto venerdì scorso, quando avevo fatto il giro per salutarli».
Sindaco, un’analisi del voto il giorno dopo il rush finale.
«4.880 votanti hanno scelto me: ne sono onorato. Non posso dire che ero sicuro di vincere, ma ero ottimista dopo il risultato di due settimane fa. Vorrei far notare che l’effetto Renzi, nel mio caso, c’entra fino a un certo punto. Il Pd, alle Europee, ha ottenuto a Montecatini il 40%, noi quasi il 44. Chi mi ha votato? La gente comune, gli elettori semplici, i pensionati, quelli che la mattina si svegliano per andare a lavorare. Gli stessi che, come primo cittadino, ho ascoltato per cinque anni. In primis, mi sono relazionato con loro e non con le categorie. Certo, se avessi vinto al primo turno sarebbe stato meglio. Ma è il centrodestra a dover riflettere. Hanno perso 500 voti rispetto al 25 maggio».
Ha un messaggio per i suoi avversari?
«Sì: basta coi veleni. Riconduciamo la discussione su un terreno di educazione e rispetto. Mi ha fatto piacere sentire Alberto Lapenna, Eugenio Pancioli e Andrea Quaranta. Farsi la guerra non serve a nulla».
Adesso arriva il primo nodo da sciogliere, la composizione della giunta.
«Ho le idee già chiare. Ma devo incontrare con calma le tre liste che mi hanno sostenuto e tracciare un percorso. Le quote rosa devono essere rispettate: in giunta avremo sicuramente almeno due donne. A Firenze, il nuovo sindaco Nardella ha scelto quattro consiglieri di sua fiducia per temi particolari. Potrei farlo anche io. In ogni caso, anche chi non sarà in giunta sarà coinvolto».
Intanto, il cantiere in piazza è ancora aperto.
«Il progetto è buono. Stamani Ennio Rucco è andato personalmente con una squadra di operai per far pulire il travertino davanti al sagrato. È tornato perfetto. Mi dispiace che i lavori si prolunghino ma fa parte del gioco. Di sicuro, di questi tempi, un cantiere aperto deve rappresentare un motivo di fiducia e non di scontento”.
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