Sicurezza
«La sconfitta? Abbiamo sbagliato noi»
Andrea Quaranta, rieletto per la terza volta, fa autocritica. «Ora daremo battaglia sulla sicurezza»
MONTECATINI. «Abbiamo perso, ma anche dall’opposizione continueremo a combattere». Tra chi entrerà in consiglio comunale all’opposizione c’è anche Andrea Quaranta, che con 179 voti si aggiudica per la terza volta il diritto di ripetere l’esperienza in consiglio. Dopo una lunga notte di riflessioni, Quaranta esprime le sue valutazioni su un voto che ha duramente penalizzato il centrodestra. «Siamo stati sconfitti, ma non possiamo dare la colpa ai cittadini che non sono andati a votare. Abbiamo sbagliato e lo dobbiamo ammettere. In caso contrario avremmo ricevuto molti più voti e ora al posto di Giuseppe Bellandi ci saremmo noi. Quello che dobbiamo fare adesso è capire cosa abbiamo sbagliato e chiederci perché non siamo riusciti a farci amare dai cittadini».
Un parere contrastante rispetto ai vari commenti scritti su Facebook dai suoi compagni d’avventura, secondo cui la causa di tutti i mali è da ricercare nella scarsa affluenza alle urne, di appena il 49%. «Dopo la sconfitta è normale essere delusi, ma non ho intenzione di abbandonare la barca che sta affondando. E anche se personalmente speravo di vincere, sapevo che non sarebbe stato facile». Soprattutto dopo i risultati del primo turno. «Il centrosinistra non ha perso nemmeno un voto, anzi ne ha guadagnati tantissimi e devo dire che siamo rimasti piuttosto spiazzati perché non ce lo aspettavamo». Il consigliere non si scoraggia ed è pronto ad affrontare questa nuova avventura: «Sono orgoglioso di ricoprire per la terza volta il ruolo di consigliere comunale. La prima battaglia sarà senz’altro quella per il decoro e la sicurezza della città, un tema che vogliamo mettere in primo piano».
Intanto il giorno dopo esplode la rabbia del centrodestra su Facebook: «Complimenti e buon lavoro al rieletto Bellandi. Ma un montecatinese su due ha dimostrato di fregarsene della propria città! Il 50% che ha scelto di non decidere si deve solo vergognare». A scriverlo è Giovanni Quaglierini. Come lui anche Andrea Luchi esprime «profonda amarezza per una città che ha deciso di non volere più dire la sua. Oltre il 50% dei cittadini sono rimasti a casa e senza peli sulla lingua, dico che queste persone, pur applicando un loro diritto, non meritano il mio rispetto. Nella vita, ho sempre lottato e ho sempre combattuto, dicendo la mia».
Sharon Matteoni
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