Lutto
Cannabis innocua presa d’assalto in caccia dello sballo
Pescia: gruppi di giovani vanno a rubare le foglie per fumarsele ma si tratta di una pianta che non ha alcun effetto
PESCIA. Non ci sono fiori, ma solo foglie. Non ci sono “femmine” con principio attivo, ma solo “maschi” privi di sostanze. Sì, è canapa, ma nel nome completo (“canapa sativa” e non “canapa indica”) sta la chiave per capire che qui non c’è “trippa per gatti” o, meglio, non c’è “fumo per sballarsi”. Si spezza l'incantesimo di chi, di fronte a quel campone di diversi ettari, ci vedeva l'Eldorado. Di quelli che, al calar della sera, si acquattavano tra il verde e, silenti, tagliavano entusiasti le tipiche foglie a più punte. Magari per poi farle seccare e “arrotolarle” dentro una cartina, accenderle e fumarle (fra l’altro alimentando un equivoco su quale parte della pianta venga utilizzata per “sballarsi”). Se qualche effetto ne sortiva, tanto valeva provare lo sballo con l'insalata. Pianta diversa ma, in questo caso, non negli esiti psichici e fisici del “tiro”, ossia... nessuno.
Questo è il racconto di una storia (per certi versi anche simpatica, per altri preoccupante) che arriva da Forone, località del Comune di Uzzano. Vicino alla strada principale e al cimitero della frazione, accanto a un agglomerato di abitazioni, si apre un ampio terreno verdissimo, che accoglie non si sa quante piante alte più o meno un metro. Non è difficile notarlo. Sono tutte piante di canapa, ma senza gemma, cioè il loro concentrato di Thc. Sono libere di crescere in un centro urbano per motivi industriali: da questo vegetale, infatti, si ricava la materia prima per la bioedilizia, per le fibre tessili in genere, per le fibre plastiche e i concimi naturali, nonché un olio dai tanti possibili usi.
Qualcuno non lo sapeva e non sapeva neppure la genesi di ciò che, volgarmente nel linguaggio comune, si chiama “canna”. E allora si faceva largo tra gli arbusti (si notano alcuni piccoli sentieri nel campo) per guadagnarsi senza troppa fatica un po' di “erba”, per poi essiccarla. E quindi provarla con gli amici. Il via vai di auto e motorini, i capannelli, le sortite in gruppo si erano fatte piuttosto insistenti nell'ultimo periodo.
Lo spiega la signora Tiziana Fabbri che, alla differenza tra canapa e marijuana, c'è arrivata dopo alcune ricerche, anche lei all'inizio “spaventata” da quelle strane piante a un passo da casa. Ha confrontato foto e composizione su internet, ha avvertito carabinieri e guardia di finanza: «Certamente queste piante in fluorescenza hanno destato enorme interesse soprattutto fra i giovani che si fermano qui per ammirarle e raccoglierle – racconta – questa coltivazione è di sicuro autorizzata e legale, ma tutta quest’attenzione è preoccupante».
La semina di canapa è consentita in Italia dal 1998 ed è regolata dal sindacato di settore, Assocanapa. Che agevola i controlli amministrativi sul tenore di Thc contenuto (che deve essere inferiore allo 0,2 per cento) e quelli delle forze dell'ordine. È quindi cannabis, d'accordo, ma non del tipo che stuzzica la fantasia dei più, altrimenti non “vivrebbe” così alla luce del sole. In pratica: non si fuma. Anzi, si candida a essere una risorsa importante per l’economia agricola, visti i mille potenziali usi delle fibre, e dal grande valore ambientale.
L’importante è farlo capire a chi crede di fare qualcosa di trasgressivo che l’unica cosa di illegale che fà, è commettere un furto.
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