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Chiude il calzaturificio Parlanti trentotto i licenziamenti

Chiude il calzaturificio Parlanti trentotto i licenziamenti

La repentina decisione è stata comunicata dalla direzione dell’azienda al sindacato Tra le cause il calo degli acquisti, la politica tariffaria esercitata dalla griffe Prada e le insolvenze

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MONSUMMANO. Dopo la chiusura del calzaturificio Meg avvenuta lo scorso 2 aprile con il licenziamento dei 65 dipendenti, un’altra storica azienda del territorio monsummanese chiude i battenti. L’ennesima notizia che sottolinea il difficile momento economico e la sofferenza finanziaria che tutta l’area sta vivendo.

La direzione del calzaturificio Parlanti ha comunicato al sindacato la chiusura dello stabilimento e quindi il licenziamento dei 38 lavoratori, in maggioranza composto da donne, senza prospettare alcuna soluzione alternativa alla cessazione dell'attività.

La repentina decisione è avvenuta, così come dichiarato dall'azienda, a causa della enorme sofferenza finanziaria determinata dal calo degli acquisti per i prodotti a marchio proprio, dalla politica tariffaria esercitata dalla griffe Prada che non ha consentito all’azienda di avere la necessaria remunerazione per la sopravvivenza aziendale oltre all’insolvenza di numerosi clienti del calzaturificio ed alle banche che hanno chiuso da tempo i rubinetti per erogare il credito.

Un patrimonio di conoscenza e professionalità per la produzione di scarpe da donna che rischia di disperdersi se nell’arco dei prossimi dodici mesi in cui verrà utilizzata la cassa integrazione per chiusura non si proporranno nuovi imprenditori interessati a rilevare l’attività. Una speranza che non può placare la tristezza dei dipendenti della fabbrica.

Rimane la rabbia dei lavoratori e delle molte lavoratrici che, oltre al rischio di non riscuotere il pagamento della ultima retribuzione, dei contributi non versati dall’azienda al fondo integrativo previdenziale e dei contributi all’Inps, si ritrovano in mezzo ad una strada senza nessuna prospettiva. Un amaro destino che riporta a ciò che era avvenuto per gli altri colleghi del Meg.

«Un’ altra vicenda che dovrebbe far riflettere sulla estrema necessità, del nostro territorio ma più in generale nel Paese – scrivono in un comunicato stampa le sigle sindacali Filctem Cgil e Uiltec Uil – di agire con urgenza per ricreare le condizioni per sviluppo ed occupazione, rafforzando così i distretti produttivi di qualità come quello calzaturiero di Monsummano consentendo di mantenere interamente le filiere produttive, nel rispetto del costo reale del lavoro».

«Molte aziende del lusso infatti – si legge nelle conclusione del comunicato stampa inviato dalle sigle sindacali – tendono a sfruttare la situazione di crisi facendo lavorare al massimo ribasso in conto terzi molte piccole imprese qualificate compromettendone successivamente l’esistenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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