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MONTECATINI. Dopo il primo turno, il divario è notevole, come spera di recuperare? «Non c'è da recuperare alcunché perché si parte da 0 a 0. Ora ci sono logiche nuove. Il confronto ora è tra Sensi e...
MONTECATINI. Dopo il primo turno, il divario è notevole, come spera di recuperare?
«Non c'è da recuperare alcunché perché si parte da 0 a 0. Ora ci sono logiche nuove. Il confronto ora è tra Sensi e chi ha ridotto Montecatini in queste condizioni. Nelle ultime due settimane ho avuto il coraggio di prendere decisioni che i montecatinesi hanno molto apprezzato come la scelta di dichiarare la squadra degli assessori dimezzandone le indennità. L'ho fatto per lealtà e trasparenza verso i miei concittadini pur consapevole che questo avrebbe potuto creare dei malcontenti. Al contrario, il mio avversario si trincera dietro un silenzio imbarazzante che la dice lunga su quanto debba ancora obbedire a logiche partitiche di spartizione».
Come spiega il risultato del 25 maggio? Se lo aspettava?
«Il Pd a Montecatini non ha mai preso il 44% alle europee o politiche. L’anno scorso alle politiche prese il 27,5%. Era ovvio che questo condizionasse il risultato delle amministrative. Montecatini è comunque l'unico comune toscano in cui il candidato del centrodestra va al ballottaggio, chiaro segnale che ci sono ampie possibilità di vincere e portare la città su un cammino di reale rinascita».
Perché i montecatinesi dovrebbero vorarla?
«La mia proposta politica è caratterizzata da idee e progetti concreti per il rilancio. La città sta vivendo un tracollo senza precedenti. È il tempo di una svolta. Ho scelto persone competenti e nuove alla politica. Nei prossimi 5 anni ci sarà la rinascita cittadina e un radicale cambiamento nel palazzo municipale. Chi ha interesse alle clientele e al piccolo favore personale, non mi voti».
Quale punto del programma del suo avversario potrebbe fare suo?
«In questi 4 mesi, non abbiamo sentito alcuna proposta concreta per il rilancio di Montecatini dalla coalizione avversaria. Bellandi punta solo al mantenimento dello status quo come dimostra anche il fatto che è sempre fuggito al confronto pubblico. Si rimanda la soluzione di tutti i mali della nostra città a un presunto canale preferenziale con Renzi, come se Renzi in questo momento avesse Montecatini in cima alla propria agenda. Noi, al contrario, abbiamo studiato e presentato soluzioni credibili innovative che consentono alla città di rinascere con i propri mezzi e i propri uomini. Operando per la prima volta in assoluto con una strategia di ampio respiro che si basa su due concetti fondamentali: il patto generazione e il fare sistema».
La prima cosa che farà in caso di elezione?
«Voglio realizzare tre cose, fondamentali per ripartire: taglio del 30% di Imu e Tares a famiglie e aziende; 30 poliziotti e carabinieri in più nelle strade per allontanare delinquenti e accattoni; riapertura del cantiere Leopoldine con data certa per la fine dei lavori».
Ultimo appello agli indecisi
«Hanno l’opportunità di scegliere un futuro migliore e la posta in palio è altissima. Adesso o mai più. Altri 5 anni di Bellandi sarebbero la certezza della fine della nostra città». (mat.bac.)
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