Il Tirreno

Montecatini

solidarietà

Conoscersi a tavola e sul campo

Conoscersi a tavola e sul campo

La comunità marlianese mobilitata per i profughi ospiti del paese

3 MINUTI DI LETTURA





MARLIANA. Sembrerebbe quasi la storia di don Camillo e dell’onorevole Peppone. Se non fosse che non siamo nel 1955, e invece che a Brescello ci troviamo a Marliana. E proprio come nel celebre film, il paese si è spaccato in due.

C’è il sindaco, Marco Traversari , che non ha partecipato alla 68esima Festa della Repubblica in segno di protesta, e c’è chi, come il parroco don Alessandro e molti altri concittadini, ha spalancato le porte della propria casa ai 47 profughi proveniente dall’Eritrea e dal Mali e ospiti all’hotel Europa da marzo. Tanto da concedergli addirittura la “cittadinanza” secondo la legge della fratellanza, battezzandoli bonariamente con il nome “marlianeri”.

Per questo le famiglie marlianesi e i “marlianeri”, il 2 giugno, Festa della Repubblica italiana, hanno festeggiato insieme con tanto di bruschette al pomodoro, salsicce, rosticciana e un buon bicchiere di vino rosso. Il merito va a don Alessandro, il giovane parroco che tramite l’iniziativa “comunità aperta”, ha proposto a 20 famiglie di Marliana di ospitare per il pranzo i giovani profughi, divisi in gruppi di due, tre o quattro. E quindi cogliere l’occasione per celebrare insieme una giornata così importante in segno di fratellanza e solidarietà.

«Abbiamo scelto di festeggiare in questo modo la repubblica, la res publica, la cosa pubblica, cioè di tutti, dove nessuno è escluso, dove lo straniero è colui che scegliamo di lasciare fuori dalle nostre case», spiega don Alessandro, orgoglioso del gesto dei suoi parrocchiani.

«Ci siamo ritrovati alle 12 davanti all'hotel Europa, giovani e famiglie, per poi dirigerci nelle rispettive case – continua il parroco – dove i profughi hanno pranzato, incontrato gli anziani e scambiato con i bambini le figurine dei mondiali di calcio. Inoltre i marlianesi hanno colto l’occasione per rispolverare un po’ di inglese e di francese». Ma comunicare con i “marlianeri” non è stato poi così difficile, visto che quasi tutti i giorni della settimana ,alcuni volontari del paese, organizzano dei corsi pomeridiani per insegnargli l’italiano, cosicché possano avere meno difficoltà nell’esprimere i loro bisogni.

«Tengo a sottolineare – prosegue don Alessandro – che questa iniziativa è stata l’occasione per allontanare le polemiche fuori luogo sorte soprattutto nell’ultimo periodo, e dimostrare che se c’è unione tutto è possibile».

Ma il pranzo non è l’unico progetto che gli abitanti del paese hanno in serbo per aiutare i giovani profughi ad integrarsi. Oggi alle 18 al campo sportivo di Marliana “Lorenzo Niccolai”, si terrà un incontro di calcio tra la Gs Marliana e la Us Africa, una squadra composta proprio dai “marlianeri”.

«È l’unica vera anticipazione dei mondiali di calcio – spiega Andrea Martinelli, membro del consiglio del gruppo sportivo di Marliana – una partita di calcio, ma soprattutto un momento per divertirsi insieme. Questi ragazzi sono molto apprezzati dalla nostra comunità, sono educati e non hanno mai creato nessun tipo di disagio. Per questo vogliamo aiutarli».

Sharon Matteoni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web