Attenzione
È arrivata la nuova Tac al Cosma e Damiano
Intanto, davanti all’ospedale, è pienamente operativa la casa della salute di Pescia
PESCIA. È arrivata la nuova Tac all’ospedale di Pescia, a servizio del pronto soccorso. L’annunci dell’Asl e della sua attivazione è attesa a breve, ma il macchinario è già arrivato, pronto per essere installato e fatto partire.
Intanto, sempre dall’azienda sanitaria, viene annunciato che è pienamente operativa – sempre a Pescia – la “Casa della Salute” con lo svolgimento dell’attività ambulatoriale da parte dei medici di medicina generale che sono presenti nella struttura da maggio. «A regime i medici di famiglia saranno 13 rappresentando lo “snodo fondamentale” - come ebbe modo di sottolineare il direttore generale Roberto Abati il giorno dell’inaugurazione - tra cure territoriali e ospedaliere, e realizzando così l’auspicata continuità assistenziale, anche grazie alla vicinanza, dall’altra parte della strada, dell’ospedale».
«Negli ambulatori – si legge nella nota Asl – i medici di famiglia dispongono di apparecchiature elettromedicali che consentono ai pazienti di effettuare, già nel corso della stessa visita, alcuni esami diagnostici: elettrocardiogrammi ed ecografie, per esempio. La possibilità di svolgere subito i necessari controlli evita di doversi poi rivolgere in ospedale con indubbi vantaggi: riduzione dei tempi per gli appuntamenti, meno costi per le visite specialistiche ospedaliere, riduzione delle procedure burocratiche».
«I medici sono anche supportati da infermieri dell’Asl3 che, a loro volta, possono eseguire prestazioni di loro competenza – continua l’azienda sanitaria – in particolare è attivo l’ambulatorio della sanità d’iniziativa con il personale infermieristico presente che elabora programmi personalizzati, educa e supporta il paziente nel percorso di autocura e nella corretta gestione della terapia. È poi previsto che l’attività dei medici di famiglia sia progressivamente affiancata da quella specialistica e di consulenza, già concordata con vari medici ospedalieri che sarà facilitata dalla contiguità con il presidio ospedaliero: in pratica tra medici del territorio e ospedalieri saranno condivisi i percorsi di accesso alle cure nell’interesse del paziente».
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