Il Tirreno

Montecatini

Non attiriamo turisti con vetrine abbassate e strutture demodé

di Giovanna La Porta
Non attiriamo turisti con vetrine abbassate e strutture demodé

Montecatini, Bartolozzi (presidente Asshotel) interviene sul calo dei visitatori: «Mancano promozione e spirito d’iniziativa» - VOI COSA NE PENSATE?

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MONTECATINI. Preoccupati gli addetti ai lavori per i dati allarmanti diffusi dalla Provincia di Pistoia relativamente ai movimenti turistici del primo trimestre 2014 a Montecatini. Alessandra Bartolozzi, presidente di Asshotel provinciale, nominata recentemente consigliere della presidenza nazionale dell’associazione di categoria che fa capo a Confesercenti, non ha dubbi: «Il problema è duplice. Manca la promozione che in Paesi come la Francia consente di ottenere risultati eccezionali, nonostante un'offerta spesso povera. Occorrerebbe, però, più spirito di iniziativa. Senza investimenti non si va da nessuna parte. Come ho più volte sottolineato negli ultimi tempi, esiste un apposito decreto che consente di defiscalizzare le operazioni di ristrutturazione. Non possiamo illuderci che i turisti, soprattutto quelli stranieri, decidano di tornare nella nostra città dopo aver osservato paesaggi desolanti di vetrine abbassate e strutture demodé. La città è bellissima ma questo non basta. Il dato che mi preoccupa maggiormente riguarda il calo del turismo individuale proveniente dall’estero. I gruppi continuano a scegliere Montecatini per la posizione strategica. Inutile far leva sugli italiani: tendono a soggiorni mordi e fuggi. Ma il fatto che gli stranieri ci snobbino mi fa paura. A gennaio i dati sono migliori – riflette Bartolozzi – grazie all’iniziativa del Villaggio di Babbo Natale».

Francesca Taddei, presidente Apam, è convinta che questi numeri siano la conseguenza dell’abolizione delle Apt: «Come avevamo previsto, paghiamo care certe scelte. Non è possibile pubblicizzare le peculiarità di un territorio come il nostro nell’ambito di un consorzio vasto come Toscana Promozione. Città come Siena o Firenze non hanno problemi, godono di luce propria. Ma per Montecatini non è così. Occorre avere strumenti di promozione specifica. Se, ad esempio, si decide di andare a conquistare il mercato russo, l’incarico deve essere assegnato a persone che abbiano precise competenze del nostro prodotto. Altrimenti, tutto si perde in un minestrone di offerte. Diventa una promozione senz’anima. È così che si spiega la flessione del turismo straniero. I flussi turistici non possono essere alimentati esclusivamente dalle iniziative dei singoli, per quanto siano lodevoli. Se a gennaio il turismo ha tenuto è stato grazie agli eventi legati a Babbo Natale. Poi ci sono state Fashion Week e la Città delle Fiabe. Ma le istituzioni devono investire. A Montecatini, se muore il turismo termale, muore l’economia. Un appunto va fatto: Pasqua, lo scorso anno, aveva registrato un movimento positivo ma cadeva nel mese di marzo. Anche quest’anno la città era animata per il ponte pasquale ma la festività era alta. Speriamo che il movimento del mese di aprile vada a incidere positivamente sui dati del secondo trimestre 2014».

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