Il Tirreno

Montecatini

Illegittimi per il garante i campi estivi a sorteggio

di Luca Signorini
Illegittimi per il garante i campi estivi a sorteggio

Secondo l’organismo regionale il bando del Comune di Monsummano viola i diritti dei bambini disabili e di quelli provenienti da famiglie disagiate

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MONSUMMANO. L'estrazione a sorte per i campi estivi di luglio riservati ai bambini e ai ragazzi dai 3 ai 5 e dai 6 ai 14 anni (in questi giorni è possibile presentare le domande) va contro la legge 104 del 1992, quella che difende i diritti dei disabili e delle loro famiglie. E poi non recepisce le indicazioni contenute in un'altra legge, questa volta di natura regionale: la numero 16 del 2009, che tutela il rapporto lavoro-famiglia delle madri che hanno un'occupazione.

A dirlo è Grazia Sestini, il garante per l'infanzia e l'adolescenza della Toscana. «I Comuni, sui campi estivi, sono liberi di fare come vogliono, è un servizio non essenziale di loro esclusiva competenza – spiega – Fatto salvo questo, due questioni mi hanno interrogato e continuano a interrogarmi a fondo: quella che riguarda i bambini affetti da disabilità e quella che riguarda i bambini che provengono da situazioni di disagio economico e familiare. Nel testo del bando del Comune di Monsummano e nella precedente delibera non ho visto nessuna indicazione, in termini di posti disponibili da assegnare alle particolari situazioni a cui faccio riferimento. Sotto questo punto di vista, quindi, nell'avviso pubblico è contenuta un'evidente discriminazione, oltre a una violazione della legge 104».

L'autorità regionale, già nel giugno 2013, dopo aver letto il bando dell'anno scorso, aveva avanzato le sue “perplessità” sulla gestione degli ingressi ai campi estivi (con la modalità del sorteggio) e sulla mancata indicazione dei posti riservati, «ma la lettera che avevo inviato al sindaco non ha mai ricevuto risposta», sottolinea Sestini.

Il fatto è che l'amministrazione non ha cambiato di una virgola, a distanza di dodici mesi, i criteri e i numeri per l'accesso.

«Qui si apre un'altra questione – riprende il garante – perché il campo estivo dai 3 ai 5 anni è finanziato per una quota dalla Regione (circa 4mila euro sui 30.500 di costo complessivo, coperto dalle rette e dal bilancio municipale, ndr), secondo la legge 16 del 2009, pensata per conciliare la vita lavorativa e la vita familiare delle mamme che hanno un impiego e che vedono nei centri estivi un aiuto fondamentale per la loro quotidianità. Con la modalità dell’estrazione a sorte, l'avviso pubblico non recepisce la normativa, ed è quindi lesivo di un diritto. In più, con questa legge che destina i contributi regionali, se non c'è un chiaro ordine di precedenza è possibile che il finanziamento non sia ottenuto. Io mi aspetto che un ente pubblico tuteli i più deboli e le persone in difficoltà, mi aspetto che abbiano una precedenza».

I modi, tra l'altro, ci sarebbero, stilando ad esempio una graduatoria fondata sul sistema dei tempi di presentazione delle domande (chi prima arriva ottiene il posto) oppure sull'indicatore Isee che fissa il reddito. Sempre e comunque comunicando il numero dei posti complessivi («il Comune probabilmente confida in un totale di domande inferiore alla reale disponibilità di spazi», chiosa il garante), e soprattutto quelli assegnati ai bambini disabili e a chi proviene da famiglie in difficoltà.

La chiusura dell'organo di garanzia è a tinte forti: «Posso ribadire nuovamente ciò che avevo detto un anno fa – afferma Grazia Sestini – credo che invierò un'altra lettera facendo quasi il copia e incolla della precedente. Io però non ho poteri sanzionatori, posso solo segnalare le incogruenze e le violazioni di legge. Nel 2013, quando non c'era il finanziamento della Regione, scrissi soltanto al sindaco, ora valuterò il da farsi e informerò la giunta regionale. Su questa vicenda mantengo tutte le mie perplessità».

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