Finanza
Filistrucchi a gamba tesa contro Forza Italia
Le liste a sostegno di Silvia Motroni replicano alle accuse del centrodestra «Non abbiamo chiesto nulla a nessuno e nessuno ci ha offerto niente»
MONTECATINI. Gli ultimi fuochi di una campagna elettorale lunghissima(e per molti versi snervante portano a un contrattacco diretto da parte delle liste a sostegno di Silvia Motroni (“Ora” e “Rinnovamento per Montecatini-Udc”), che prendono spunto da un comunicato del coordinatore locale di Forza Italia (avanzando però dubbi sul reale estensore della nota: «Marco Silvestri sembra corretto, è strano un attacco così triste di contenuti») per allargare poi il raggio d’azione con strali ad alzo zero.
Il “peccato originale” sta nella presa di posizione della stessa Motroni, che, in sostanza, ha fatto presente che solo nel caso di una vittoria di Bellandi al ballottaggio avrebbe avuto accesso in consiglio comunale. «Se la dovesse spuntare il sindaco uscente – spiega Mirco Filistrucchi, coordinatore della lista “Ora” – per noi sarebbe la felice chiusura di un progetto. Ma il centrodestra ha voluto stigmatizzare e strumentalizzare alcune frasi a sua convenienza. Tutti sapevamo che per Silvia Motroni sarebbe stato praticamente impossibile vincere, ma chiedevamo una speranza e una progettualità. Quella stessa progettualità che, dopo il voto, è stata messa a disposizione ai due candidati andati al ballottaggio: da parte di Bellandi c’è stata coerenza verso il nostro percorso, cosa che non è stata riscontrata in Sensi, che peraltro a suo tempo aveva offerto la carica di vicesindaco a Silvia».
Filistrucchi rimanda così al mittente le accuse di incoerenza: «Noi abbiamo sempre detto che le Terme devono essere gestite dai montecatinesi, mentre Sensi ora vorrebbe privatizzarle a un indiano. E che dire delle ambiguità di Giuseppe Fiore, che si schiera con Forza Italia e poi ne parla come se fosse la Spectre?». Poi, dopo il rinnovato appello agli elettori («La vittoria di Bellandi è il solo modo per far restare vivo il nostro progetto, non abbiamo chiesto nulla a nessuno e nessuno ci ha offerto niente»), l’affondo finale a Forza Italia: «Quel partito – dice Filistrucchi – è diventato un ambiente estremamente malsano, con persone che hanno mollato il manganello e sono passate su Facebook. Serve una pulizia “etica”, prima che si arrivi a una resa dei conti tra la gente e una dirigenza mal sopportata».
Sui rapporti con il centrodestra si è intrattenuto anche Simeone Clamori, coordinatore Udc: «Non è mai esistito un percorso di trattative tra Motroni e il centrodestra. C’è stato un unico incontro plenario ufficiale, mesi fa, e in quell’occasione la richiesta a Silvia di prender parte alle primarie del centrodestra fu subito stoppata. A questo proposito quando Marco Silvestri accusa Motroni di ambire a sottoscrivere accordi con Bellandi o non vuol intendere o è affetto da dislessia e non attribuisce il significato giusto alle nostre parole. Motroni non dice votate Bellandi, spiega che solo con la sua vittoria sarà possibile un suo ingresso in consiglio».
Quanto all'opzione “indiana” di Sensi per Clamori si tratta «di un’operazione promozionale dell’ultimo minuto». Il finale è per Beppe Fiore (La Destra) e La Pietra (Fratelli d’Italia): «È facile fare i virtuosi quando si è raccolto con tre simboli solo il 3,08% e si sa che un posto in consiglio non spetterebbe comunque. Oggi Fiore, dopo aver condotto la destra cittadina dal 30% del ‘99 al 3%, senza simbolo e forte di 38 preferenze personali, non può essere più nemmeno considerato un interlocutore politico: il suo è un percorso esaurito».
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