Il Tirreno

Montecatini

Si arrampica sul terrazzo e salva la casa dal fuoco

di Sharon Matteoni
Si arrampica sul terrazzo e salva la casa dal fuoco

Alla vista delle fiamme giovane camionista prende due estintori e interviene «Un angelo tatuato» dice il proprietario, il celebre ristoratore Ramon

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PESCIA. «Se non fosse per lui, probabilmente oggi non avrei più una casa».: queste le parole di Ramon, ovvero Giampaolo Becchi, 69 anni, lo storico titolare della “Taverna del Vino” di Borgo a Buggiano e per decenni “patron” della Cascina Igea di Montecatini.

Ramon ha rischiato di vedere la sua abitazione di via Berghinz ridotta in un mucchio di cenere. L’angelo del fuoco per Ramon è stato Gennaro Conte, un autista precario che, con un gesto eroico e sprezzante del pericolo, si è gettato tra le fiamme per spegnere l’incendio che avrebbe distrutto la casa del ristoratore. L’episodio risale a qualche giorno fa. Erano le 14 di giovedì, giorno di mercato, quando il blocco refrigerante dell’aria condizionata, posto sul terrazzo della casa, ha preso improvvisamente fuoco. In pochi minuti le fiamme si sono alzate, raggiungendo anche la gomma per annaffiare, una poltrona e la porta di ingresso dell’abitazione.

E mentre i passanti, spaventati e avvolti da un fitto fumo nero, richiedevano l’immediato intervento dei vigili del fuoco, il giovane monsummanese addetto alla conduzione di camion della ditta “Zavagli”, che passeggiava nei pressi della casa, ha deciso di anticipare l’intervento dei pompieri arrampicandosi come uno scalatore provetto sulla ringhiera rovente del terrazzo per domare le fiamme.

Con due estintori in spalla, presi dal banco ambulante di vendita di polli alla griglia parcheggiato proprio sotto il terrazzo, Gennaro, con tanto coraggio, nonostante in molti gli gridassero di tornare indietro e il calore e il fumo gli rendessero difficoltosa la vista, è riuscito a bloccare gran parte dell’incendio che nel frattempo aveva iniziato a diffondersi anche all’interno dell’abitazione.

Qualche minuto dopo l’intervento di Gennaro Conte, i pompieri sono giunti sul posto, risolvendo la situazione. Fortunatamente la casa in quel momento era vuota e affidata unicamente alla sorveglianza di “Mascherina”, la gatta di Ramon Becchi.

«Il pensiero di quel che sarebbe potuto accadere è terribile – spiega l’uomo – non so come il condizionatore abbia fatto a prendere fuoco visto che in quel momento era spento. Se non fosse stato per quel giovane valoroso, tutto ciò che ho di più caro ora non esisterebbe più». Un gesto di altruismo quello di Gennaro Conte, che pur di domare l’incendio ha messo a rischio la propria vita: «È un eroe, un angelo tatuato, oltre che una persona con un cuore d’oro. Non potrò mai ringraziarlo abbastanza per quello che ha fatto».

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