Sicurezza
I profughi si preparano a lasciare Marliana
Dei 17 rimasti (sui 40 iniziali) almeno 10-15 dovrebbero spostarsi in un diverso alloggio in pianura
MARLIANA. Si va verso il trasferimento dei 17 profughi (dei 40 iniziali, l'ultimo è andato via ieri) rimasti all'albergo Europa del piccolo paese montano. Ieri mattina, durante la riunione in prefettura a Pistoia del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico, il prefetto Mauro Lubatti ha dato la sua disponibilità per una nuova destinazione sul territorio provinciale di un buon numero di questi migranti, arrivati venerdì scorso a Marliana dopo un viaggio di tre giorni dai loro paesi di origine (Siria, Pakistan, Costa d'Avorio).
Almeno 10-15 di loro dovrebbero a breve trovare un diverso alloggio in pianura. Alcune le ipotesi al vaglio: nelle sedi della Croce Rossa Italiana dislocate nei Comuni di Quarrata, Monsummano e Massa Cozzile, in una struttura di proprietà della parrocchia di Lamporecchio e nell'edificio dell'associazione Ceis, Centro di Solidarietà Onlus, a Pistoia.
«I cittadini si sono dimostrati molto civili e disponibili nell'accoglierli – dice il sindaco di Marliana Marco Traversari – ma il nostro paese non è in grado di sostenere ancora una presenza così massiccia, soprattutto in riferimento ai servizi necessari, ai trasferimenti verso l'Asl e la questura e alle attività di mediazione culturale con le cooperative di sostegno. Nell'incontro abbiamo affrontato l'argomento, e c'è stato pieno consenso nel trovare a queste persone una sistemazione più idonea fino al prossimo 30 giugno. Il prefetto in questi giorni valuterà le varie alternative, all'inizio della settimana dovrebbe essere presa una decisione definitiva».
Ha dato quindi i suoi frutti l'opera di convincimento portata avanti dal Comune, dalla provincia e dai parlamentari Pd Edoardo Fanucci e Caterina Bini. Era stato chiamato in causa anche il sottosegretario agli Interni Domenico Manzione per cercare di risolvere una vicenda che a Marliana ha fin da subito destato parecchi timori. E poi non è detto che tutti i 17 migranti rimangano sul nostro territorio per altri 3 mesi. Perché la questura sta valutando le loro posizioni: deciderà infatti nelle prossime settimane a chi concedere lo status di rifugiato politico, per gli altri è previsto invece un rientro assistito in patria. Sul tavolo c'è poi la richiesta di finanziamento, pari a un milione di euro, inoltrata al governo per il progetto Sprar, il Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati.
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