Sicurezza
Lavoratori dell’Asl penalizzati a Pescia
L’Intersindacale medica sottolinea la discriminazione rispetto all’ospedale di Pistoia, dove non pagano il parcheggio
PESCIA. Lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Questa la grave spaccatura che rischia di crearsi tra i dipendenti della Asl 3 di Pistoia, in particolare tra quelli che prestano servizio al Cosma e Damiano di Pescia e quelli che lo fanno al San Jacopo di Pistoia. La mela della discordia, ancora una volta, è rappresentata dai parcheggi ospedalieri.
A Pescia la tariffa per gli utenti è di 1 euro e 50 centesimi l'ora, ma a pagare sono anche i dipendenti. In seguito ad un accordo della PePar (la società che li ha costruiti in project financing e li gestisce) coi rappresentati dei lavoratori ospedalieri, sono stati sottoscritti abbonamenti mensili al costo di 12 euro. Al nuovo ospedale di Pistoia, invece, a fronte della tariffa utenti di un euro dalla prima ora e 5 euro (quindi con uno sconto) per chi sosta per tutta la giornata, che non ha mancato di suscitare un mare di polemiche, è stata garantita la gratuità della sosta per i dipendenti Asl. «Tutto ciò, riferito a Pistoia, determina un paradosso all’interno della stessa Asl – è la denuncia dell'Intersindacale medica area Valdinievole – visto che tale diritto è negato presso l’altro presidio provinciale, cioè l’ospedale Cosma e Damiano di Pescia». L'Intersindacale medica dell'area Valdinievole sottolinea che di fatto «si è creata una discriminazione antipatica ed ingiustificata tra dipendenti della stessa azienda, in particolare chi ha la sede di lavoro a Pescia ha una decurtazione annuale “de facto” di 120 euro, e comunque tutti i dipendenti che si recano al presidio ospedaliero per motivi di lavoro (turni, consulenza, riunioni, eccetera) sono costretti a pagare dazio; inoltre non sono previsti parcheggi neanche per il personale reperibile in urgenza».
Da mesi ormai i sindacati si battono sul caso dell’ospedale di Pescia e del suo parcheggio a pagamento. Tutti finora sono stati concordi nel ritenere che una ditta privata, con la complicità di un'amministrazione comunale, non possa trarre profitto da una situazione oggettivamente creata da loro stesse, quale quella di obbligare i dipendenti a recarsi al posto di lavoro a piedi per fornire un servizio essenziale come quello della sanità. Ma ad oggi la situazione rimane identica a se stessa. L'intersindacale medica rivolge il suo appello direttamente all'Azienda Sanitaria: «L’intersindacale ritiene che tale situazione già di per sé penalizzante per i dipendenti e oggetto di contestazione, sia ancor più stridente e non più tollerabile alla luce di quanto stabilito per l'ospedale di Pistoia, né sarebbe ammissibile liquidare la questione come un problema di diversi concessionari della gestione dei parcheggi, dal momento che la Asl è comunque parte in causa con i propri dipendenti».
Maria Salerno
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