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sanità, l’assessore conforti all’attacco

«Da ridiscutere il piano approvato a giugno»

PESCIA. «Appare sempre più urgente una profonda ridiscussione del Piano di riorganizzazione sanitaria che abbiamo approvato a Pistoia nel giugno scorso». Ad esserne convinto è Francesco Conforti,...

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PESCIA. «Appare sempre più urgente una profonda ridiscussione del Piano di riorganizzazione sanitaria che abbiamo approvato a Pistoia nel giugno scorso». Ad esserne convinto è Francesco Conforti, assessore alla salute nel Comune di Pescia. E questo in considerazione di una riflessione secondo la quale «in questi mesistanno emergendo criticità che noi non ci stanchiamo di denunciare, dando così voce a tutti quei cittadini che ormai ogni giorno ce le segnalano e che noi riscontriamo personalmente».

Il Piano, secondo Conforti, non è rispettato nelle premesse, «che parlavano di complementarietà e di pari dignità fra gli ospedali della zona e, invece, questa complementarietà funziona in una sola direzione, dalla periferia (Pescia, San Marcello) verso il San Jacopo di Pistoia». Si contraddicono poi i contenuti: «Per tutti basti pensare al caso delle Pediatria in cui il servizio di Osservazione breve doveva essere localizzato in locali idonei, “preferibilmente nella vecchia Pediatria”, e invece si è localizzato all'interno del nuovo Pronto soccorso, in un ambiente assolutamente non adatto. Da soli abbiamo contestato questa soluzione non presentandoci all'inagurazione del nuovo Pronto soccorso del 5 ottobre come atto concreto di protesta contro una soluzione assolutamente non condivisibile e che invece è ancora in vigore. Riteniamo infatti che molto più opportuna sarebbe la riapertura di un reparto di Pediatria, sia pure ridimensionato, ma pur sempre un reparto. E quindi un punto di riferimento sicuro per tutto il territorio, senza spostamenti continui attraverso il Serravalle. Fra poche settimane, poi, si dovrebbe inaugurare una nuova Tac al Pronto soccorso e questo ci fa ovviamente piacere,perché è un segnale di attenzione verso il nostro ospedale che, come abbiamo sempre sostenuto, è e rimane l'unico di tutta la Valdinievole. Accanto a questo, però, noi chiediamo anche investimenti mirati sul personale e sugli strumenti ( esempio un angiografo finalmente affidabile) senza i quali tutti i servizi, ospedalieri e territoriali, vanno ovviamente in sofferenza e non possono funzionare al meglio».

Infine, secondo l’assessore, non si rispettano neppure le conclusioni del piano che prevedevano un monitoraggio continuo, con un primo momento di confronto entro il 31 dicembre scorso. «Di tutto questo, ad oggi, non c'è traccia e allora il monitoraggio ce lo facciamo da soli. Certo questo non è facile , e richiede un impegno quotidiano tra la gente e le strutture, ma è anche l'unico modo per dare risposte concrete ai bisogni reali dei cittadini».

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