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La crisi? Alla Polli non l’ha vista nessuno

La crisi? Alla Polli non l’ha vista nessuno

Resi noti i dati del 2013 dell’azienda alimentare: crescono sia il fatturato che le esportazioni

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MONSUMMANO. Una crescita di fatturato del 5,7% sul 2012, pari a 70,5 milioni di euro, +18.4% nell'export con 33 marchi venduti in oltre 40 Paesi di tutto il mondo: sono i numeri, resi noti ieri, che testimoniano il successo e la crescita – nonostante un panorama economico generale non incoraggiante – della Fratelli Polli, l’azienda toscana specializzata in sottoli e conserve vegetali, che da più di 140 anni è guidata dalla famiglia omonima (oggi siamo alla sesta generazione). Azienda che ha proprio a Monsummano il suo stabilimento centrale.

«Per la nostra azienda questi numeri rappresentano un duplice orgoglio – dice Manuela Polli, direttore marketing di Fratelli Polli Spa – dal punto di vista economico, in un periodo come quello attuale, chiudere il 2013 in positivo è un risultato importante e molto significativo, che fa capire come l'esperienza, per noi che facciamo questo lavoro da 141 anni, sia una qualità premiata dal mercato e dai consumatori. In più, la crescita dell'export è indicativa del fatto che la nostra azienda anche all'estero è vissuta come un importante ambasciatore dell'eccellenza del Made in Italy».

Dal 2005 a oggi, la Fratelli Polli è in costante crescita economica e produttiva. Fatto salvo una fisiologica flessione nel 2011, il fatturato è passato dai 50 milioni di euro di otto anni fa ai 70,5 milioni di euro del 2013. Performance considerevoli se si considera che il periodo in questione ha conosciuto, a livello mondiale, la più grande crisi economica dal dopoguerra ai giorni nostri. E nonostante questo, proprio l'export ha rappresentato un fattore decisivo nella crescita dell'azienda. I mercati stranieri rappresentano infatti il 43% della quota del fatturato, in crescita del 18,4% sul 2012. Tra i Paesi principali, i marchi Polli sono presenti – al di fuori dei confini continentali – sugli scaffali di Brasile, Canada e Cina, mentre in Europa Regno Unito, Germania, Francia, Polonia e Finlandia rappresentano i mercati principali.

Oltre al fatturato a crescere è stata anche la produttività aziendale. Nei tre stabilimenti (due in Italia, a Eboli oltre che a Monsummano, e uno in Spagna) e ai 150 dipendenti, solo nel 2013 sono stati prodotti 60 milioni di vasi (+7.6% rispetto al 2012), 8 milioni di vaschette, lavorate circa 22mila tonnellate di verdure (+7.9% rispetto all'anno precedente) e in definitiva prodotti volumi per oltre 220mila quintali: «Numeri – si legge sulla nota dell’azienda – che hanno confermato la Fratelli Polli come player leader dell'agroalimentare italiano e azienda in grado di attrarre con la qualità e l'eccellenza dei suoi prodotti anche importanti gruppi della grande distribuzione italiana e internazionale. Un rapporto, quello fra l'azienda toscana e la Gdo, iniziato già negli anni '60, periodo in cui la Fratelli Polli diede avvio al processo di specializzazione nei settori dei sottaceti, dei sottoli, delle olive e degli antipasti».

«Nel 2013, inoltre – ricorda la nota – l'azienda ha debuttato sul mercato francese con il Marchio Polli conquistando Galeries Lafayette, simbolo della grande distribuzione francese di qualità. Le conserve "Made in Italy", quindi, entrano così in oltre 150 negozi in tutta Francia. Ad attrarre il mercato d'Oltralpe sono stati l'alta qualità dei prodotti realizzati direttamente negli stabilimenti italiani, il packaging caratteristico e un'ampia gamma di offerta. Un processo ambizioso che l'azienda punta a implementare con alcune iniziative di comunicazione, tra cui un sito realizzato ad hoc per la nazione transalpina (www.polli.fr) e attività dedicate al consumatore finale. Il recente debutto sul mercato francese affianca il successo che l'azienda ha già ottenuto in mercati altrettanto strategici come, per citarne solo alcuni, la Svizzera e l'Inghilterra».

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