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Iti: si apre la trattativa, stop agli scioperi

di Luca Signorini
Iti: si apre la trattativa, stop agli scioperi

A rischio 20 posti di lavoro, i sindacati puntano sui contratti di solidarietà per arrivare ai prepensionamenti

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MONSUMMANO. Sembra aprirsi qualche spiraglio nel futuro dei 20 lavoratori della Iti Box di via del Fossetto, nella frazione di Cintolese, raggiunti a fine febbraio dalle lettere di licenziamento dopo alcuni anni passati in cassa integrazione (precisamente dal 2009), il cui regime straordinario scade a maggio.

Ieri mattina la Rsu interna all'azienda ha ritirato lo stato di agitazione collettivo promosso insieme ai sindacati la scorsa settimana.

«Abbiamo sospeso la mobilitazione perché, anche se ancora non in forma ufficiale, i vertici della ditta dovrebbero convocarci tra domani e lunedì – spiega Serafino Guidini della Rsu – noi per correttezza abbiamo deciso di fermare la protesta, siamo tutti consapevoli che ora tocca all'industria fare le sue mosse di avvicinamento. Per adesso non ci è stato anticipato niente, aspettiamo la convocazione formale, naturalmente la nostra speranza è che ci sia qualche elemento nuovo su cui discutere. Sulla parola abbiamo deciso di attendere senza più scioperare, i dirigenti sanno quali sono le nostre richieste».

Per scongiurare la ventina di esuberi a maggio, la proposta dei sindacati, come aveva spiegato Emiliano Silvestri della Slc Cgil, è quella di sostituire gli ammortizzatori sociali in scadenza con i contratti di solidarietà di tipo “difensivo”, specifici accordi tra azienda e rappresentanze sindacali che prevedono sì la diminuzione dell'orario di lavoro, ma al contempo il mantenimento dell'occupazione in caso di crisi, l'unico modo per scongiurare i paventati licenziamenti. Le 56 maestranze della Iti Box (36 nel reparto produzione e 20 in quello amministrativo), storica industria cartaria di proprietà della società Papier International di Arnaldo Barni, sono disponibili anche a raggiungere un accordo per tentare di portare a fine lavoro i dipendenti più vicini all'età pensionabile. Intanto pare che l'azienda si sia resa disponibile a incontrarli per cercare di risolvere la vicenda. C'è voluto un pacchetto di 16 ore di sciopero consumato la scorsa settimana, e altre ore a braccia conserte tra lunedì e martedì, più un presidio generale venerdì mattina, a cui hanno partecipato praticamente tutti gli operai e gli impiegati della realtà produttiva monsummanese, specializzata in cartoni da imballaggio.

In questa situazione d'incertezza, la Iti Box va avanti a singhiozzo con il personale che non è mai al completo, visto che i lavoratori sono inseriti da qualche tempo nel regime di cassa integrazione a rotazione.

Il dimensionamento sembra essere causato dalla diminuzione delle commesse in Italia (il mercato a cui soprattutto si rivolge l'impresa) e dal progetto di terminare la produzione interna di cartoni da imballaggio per concentrarsi soltanto sulla loro lavorazione (quindi passando all'acquisto delle materie prime).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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