Il dolore
Esche per topi in classe Preside contro sindaco
Il dirigente: «La scuola è del Comune, ho subito informato gli uffici del problema» Intanto ieri molti genitori hanno preferito lasciare i propri figli a casa
MONSUMMANO. Non ci sta Vito Pace, il dirigente scolastico del primo istituto comprensivo cittadino. Rimanda al mittente (leggi il sindaco Rinaldo Vanni) le accuse sulla vicenda del bambino che lunedì scorso, mentre cercava di recuperare una pallina finita sotto un armadio, è entrato in contatto (per fortuna senza conseguenze) con del veleno per topi all'interno della scuola materna “Lorenzini”. Senza che peraltro nessun genitore sapesse della presenza nell'edificio di alcune trappole per topi e insetti (e tantomeno del materiale tossico) posizionate da un'azienda incaricata qualche settimana fa dal Comune per un intervento di disinfestazione. «Io non sono l'addetto alla manutenzione dei locali – dice Pace – la scuola non è mia, ma di proprietà dell'ente locale. È l'amministrazione che deve provvedere alla tutela della salute sul territorio e dentro le scuole. Io ho informato subito gli uffici del problema, e il mio ruolo è finito lì. Poi a quanto mi risulta le maestre si sono mosse subito per informare e hanno fatto il loro dovere. Noi siamo stati molto attenti alla salute dei bambini e non abbiamo voluto lanciare nessun falso allarme».
Poi l'attacco: «Sono molto arrabbiato con chi ha scaricato le responsabilità su di noi. E anche con l'azienda che ha messo in modo così superficiale le esche, quando io sapevo che dovevano lasciarle in diversi punti fuori dall'edificio e non certo dentro le classi». Le parole del preside arrivano dopo la dichiarazione del sindaco che, su Il Tirreno di sabato, aveva detto che «il compito di comunicare in questo caso spettava alla scuola». Prendendosela poi con la ditta chiamata per la disinfestazione: «Se qualcuno ha sbagliato (magari, per fare un esempio, perché ha messo le trappole dove non andavano messe) è giusto che paghi».
C'è comunque un atto del municipio, datato 24 gennaio, che dà il via libera per l'opera di derattizzazione alla “Lorenzini”, quindi l'intervento era noto. Chi vuole arrivare alla verità (e sapere di chi sono le colpe) in questa storia è Sasha Melani, il genitore del bambino che ha “scoperto” sulla sua pelle la presenza del veleno in classe. Dopo aver presentato una denuncia ai carabinieri sull'accaduto che, è bene precisarlo, non ha provocato nessun danno alla salute di suo figlio, si è messo in contatto con l'Asl e ha parlato con gli altri genitori. L'azienda sanitaria ha già inviato a scuola due suoi addetti per verificare di persona la situazione, mentre le famiglie hanno preferito lasciare i figli a casa aspettando che la questione sia risolta: ieri mattina, infatti, la scuola era praticamente vuota di alunni.
Luca Signorini
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