Il dolore
Veleno per topi dentro la scuola materna
Genitore dai carabinieri: «Nessuno ci ha avvertito della presenza di roditori e della disinfestazione»
MONSUMMANO. Scatta l'allarme alla scuola materna “Lorenzini” di via Pascoli, per una invasione di topi e insetti che avrebbe trovato conferma in un sopralluogo di fine gennaio disposto da Comune e Asl. Solo che fino a lunedì scorso nessun genitore ne era a conoscenza.
Da qui parte la segnalazione di uno di loro, Sasha Melani, padre di un bambino che frequenta l'istituto. E che ha già sporto denuncia ai carabinieri per cercare di individuare i responsabili della mancata comunicazione: «Lunedì ho portato mio figlio normalmente a scuola. Intorno all'ora di pranzo mi hanno chiamato le insegnanti preoccupate perché il bimbo, intento a raccogliere una pallina finita sotto un armadio, era entrato in contatto con del materiale tossico, probabilmente veleno per topi, posizionato accanto a una trappola. Io non sapevo niente delle esche a scuola. Ripreso il bambino l'ho portato subito da un dottore, che per fortuna ha escluso qualsiasi conseguenza. Naturalmente ho chiesto spiegazioni, ma il preside si è negato. Sono andato in Comune e negli uffici non ne sapevano niente. Allora ho deciso di far passare qualche giorno in attesa che qualcuno si prendesse la sua responsabilità. Perché qui nessuno era conoscenza del pericolo. Per ora però non è ancora arrivata alcuna comunicazione chiarificatrice».
Melani ha poi saputo di un atto del Comune, datato 24 gennaio, che disponeva un intervento urgente di disinfestazione nell'edificio. E ieri si è presentato alla stazione dei carabinieri per il suo esposto: «I genitori degli alunni sono ancora all'oscuro di tutto, io ho avvertito chi potevo, nessuna autorità si è fatta viva con noi, io ho saputo del veleno e della presenza dei roditori solo per l'esperienza diretta del mio bambino. Anche le maestre non sapevano niente del materiale tossico. La scuola continua a essere aperta e la mensa è sempre funzionante. Mi aspettavo che venisse chiuso l'istituto almeno fino a quando fosse completata la disinfestazione. Le famiglie sono allarmate, alcune non portano più i figli in classe e altre preferiscono farli mangiare a casa. C'è stato un grave difetto di comunicazione e vorrei sapere per colpa di chi».
Da parte sua il sindaco Rinaldo Vanni, interpellato, non si pone sulla difensiva, anzi: «Sono dalla parte dei genitori. Il Comune in questa vicenda ha seguito le normali procedure. Il compito di comunicare in questo caso spettava alla scuola. Se ci sono eventuali responsabilità in questa storia, se qualcuno ha sbagliato (magari, per fare un esempio, perché ha messo le trappole dove non andavano messe) è giusto che paghi».
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