Il Tirreno

Montecatini

Uccise per la fidanzata scovato dopo 2 anni e arrestato

Matteo Leoni
Uccise per la fidanzata scovato dopo 2 anni e arrestato

L’omicidio avvenne a Ponte a Cappiano dove nella notte si affrontarono due bande di albanesi Nella sparatoria perse la vita un trentenne e un suo amico venne ferito gravemente

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FUCECCHIO. Due auto si fermano in via Colombo a Ponte a Cappiano, ne escono degli uomini e inizia una lite, che dopo poco si trasforma in sparatoria a pochi metri dall’abitato. Era la notte del 15 luglio del 2012: lo scontro tra due bande di albanesi che controllavano la prostituzione in zona finì con la morte di Kaudio Rucaj, 31 anni, albanese, residente a Montecatini, raggiunto da due proiettili al torace. Un suo connazionale e amico, Ilir Qokaj, ventottenne, fu gravemente ferito. A sparare fu il boss della banda rivale, Artan Bibaj, 33 anni: identificato dai carabinieri subito dopo il fatto, fuggì in Albania. Rintracciato dall’Interpol dopo mesi di ricerche, lo scorso mercoledì è stato estradato in Italia: appena atterrato all’aeroporto di Fiumicino, i carabinieri gli hanno notificato la misura di custodia cautelare in carcere per i reati di omicidio e tentato omicidio. Secondo quanto ricostruito dai militari del nucleo investigativo di Firenze, il movente dell’omicidio fu una donna contesa. La fidanzata della vittima infatti, una prostituta romena, era stata molestata dal Bibaj, e il fatto aveva scatenato la rivalità tra le due bande.

L’uomo aveva cercato insistentemente di sedurla, violando una regola non scritta che vige tra le bande di criminali albanesi che gestiscono il giro della prostituzione: le loro lucciole possono avere rapporti con chiunque, ma non con altri albanesi. Quello di Ponte a Cappiano doveva essere un incontro chiarificatore, ma poi spuntarono le armi. In tutto, da una parte e dall’altra, furono esplosi almeno sette colpi. Il trentatreenne sparò cinque colpi, colpendo Rucaj e Qokaj, due invece furono esplosi da Rucaj ormai ferito a morte. Dopo l’accaduto l’omicida si allontanò a bordo di una Mercedes scura. I militari arrivarono a lui in pochi giorni. Tanto che il pm titolare dell’inchiesta, Fedele La Terza, chiese e ottenne dal gip l’emissione della misura di custodia cautelare in carcere già il 20 luglio. Tra gli elementi che hanno permesso di ricostruire l’accaduto, le testimonianze degli altri albanesi che avevano assistito alla scena e quelle di alcuni residenti.

Ad incastrare Artan Bibaj anche i dati dei tabulati telefonici: poco prima dell’incontro aveva chiamato il Qokaj, che si trovava in un locale di Montecatini, fissando l’appuntamento. Dagli accertamenti effettuati sulle celle telefoniche che coprono l’area di Ponte a Cappiano, risulta poi che il malvivente si trovava lì all’ora dell’omicidio. Quando salì sulla Mercedes per darsi alla fuga, Bibaj era ferito, come dimostravano le tracce di sangue rimaste sull’asfalto. Nonostante questo riuscì a far perdere le sue tracce, forse contando sull’aiuto di alcuni connazionali. Poi la fuga verso l’Albania, dove la polizia è riuscita a rintracciarlo alcuni giorni fa. Sottoposto ad arresto a fini di estradizione, è stato imbarcato su un aereo diretto a Roma.

 

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