Italia
Funziona invece la dialisi a casa propria
I pazienti Osvaldo, Ugo e Salvatore raccontano la possibilità di una vita normale grazie all’Asl
VALDINIEVOLE. Sono consapevoli di affrontare euna malattia cronica, l'insufficienza renale, ma lo fanno con coraggio. Sono quasi degli eroi, perché ogni giorno devono trovare un equilibrio tra una vita normale e una condizione di disagio. Si chiamano Osvaldo, Ugo e Salvatore e sono i testimoni dei 53 pazienti in dialisi peritoneale domiciliare presso uno dei due centri della ASL3 di Pistoia. Raccontano di difficoltà quotidiane, paure e diffidenze. Ma parlano anche di conquiste. E tra queste c'è il percorso intrapreso da ognuno di loro, con tenacia e volontà, per ottenere una vita normale e il più possibile autonoma e continuare ad occuparsi dei figli, dei nipotini e del lavoro.
Mentre con l'emodialisi si è costretti ad andare anche quattro volte a settimana per fare il filtraggio del sangue con la dialisi peritoneale domiciliare c'è una maggiore flessibilità: oltre al beneficio di poterla fare nel proprio ambiente domestico, e anche in vacanza, si possono perfino scegliere gli orari e adattarla ai propri ritmi di vita, raccontano i tre pazienti i medici e gli infermieri ci hanno preso per mano e, passo dopo passo, con pazienza e dedizione, ci hanno insegnato a usare le varie apparecchiature e quando ci siamo sentiti sicuri ci hanno detto che potevamo iniziare il trattamento a domicilio, nella nostra casa, aiutati dai familiari e che, in qualunque momento, giorno o notte, di fronte a qualsiasi difficoltà, loro sarebbero sempre stati reperibili a un numero di telefono che ci hanno dato.
Il centro di dialisi peritoneale della ASL3, diretto dalla dottoressa Claudia Del Corso, è a valenza aziendale articolato in due sedi: una al SS Cosma e Damiano di Pescia e l'altra a Pistoia nel padiglione di emodialisi che si trova all'interno dell'area del Ceppo.
Il team è composto oltre che dalla dottoressa Del Corso, nefrologa, da sei infermieri: Simona Arcangeli, Grazia Betti, Corinna Gori, Walter Lunardi, Eleonora Petrucci e Alba Tavolaro.
Quando è necessario vengono attivati lo psicologo e l'assistente sociale.
A livello territoriale la figura professionale di riferimento è rappresentata dal medico di medicina generale. Si tratta di un servizio altamente integrato tra ospedale e territorio e viceversa, con un dialogo continuo tra i professionisti che se necessario organizzano per il paziente ulteriori percorsi assistenziali. Non mancano, inoltre, le periodiche visite domiciliari degli infermieri.
Il modello assistenziale è basato su una personalizzazione del trattamento -spiega la dottoressa- al paziente non deve essere solo garantito il miglior risultato clinico ma gli viene anche proposto un trattamento che si adatti al suo stile di vita, alle sue esigenze personali, familiari, sociali e occupazionali con la prospettiva, per chi ha meno di 70 anni, del trapianto di rene.
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