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Monsummano reclama la farmacia

di Luca Signorini
Monsummano reclama la farmacia

Inviato un sollecito alla Regione perché concluda le procedure e consenta di aprire un presidio a Grotta Parlanti

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MONSUMMANO. Di quel concorsone, indetto dalla Regione nel dicembre 2012, si conosce soltanto la lista dei candidati ammessi (2.042, di cui 922 in forma associata), pubblicata nel successivo marzo. Poi, sulla futura apertura di nuove farmacie, disposta dal decreto sulle liberalizzazioni dell'allora governo Monti, è silenzio assordante.

In città, Comune e associazione dei farmacisti avevano indicato (nell'aprile 2012) la zona di Grotta Parlanti come luogo dove installare il sesto presidio sul territorio. A distanza di quasi un anno da questa disposizione, il consiglio comunale è tornato con forza sulla questione.

Un atto del sindaco Rinaldo Vanni, infatti, «sollecita la Regione Toscana affinché siano concluse le procedure per la concreta attivazione della farmacia, già individuata e deliberata».

Ma non si ferma qui. Nonostante appaia una chimera questa prima apertura, viste le lungaggini italiche, il consigliere di opposizione Alessio Boldrini (lista civica “Noi per la gente”) è uscito con la proposta di una seconda apertura, questa volta localizzata nel quartiere de Le Case, considerato un'importante “polarità urbana” da sviluppare, anche secondo il regolamento urbanistico in via di revisione.

Sull'eventualità, in un'area «molto popolosa dove ho ricevuto molte richieste dai residenti», scrive Boldrini, il sindaco ha espresso «giudizio positivo qualora si verifichino le condizioni».

Per ora Monsummano è l'unico Comune che ha detto la sua, dopo un po' di tempo, sul tema, nel tentativo di accelerare il procedimento che, a questo punto, rischia di cadere nel dimenticatoio.

Eppure in Valdinievole, a metà 2012, altre amministrazioni avevano risposto al decreto del governo individuando aree sprovviste di sedi farmaceutiche, per loro a torto: Buggiano (nella zona nord ovest del territorio), Pescia (tra l'ospedale e il centro storico), Pieve a Nievole (vicino al casello autostradale), Ponte Buggianese (nella frazione di Casabianca) e Uzzano (al Forone).

Ma poi questi Comuni hanno lasciato perdere la possibilità, che poteva portare lavoro soprattutto ai giovani farmacisti non titolari di licenza.

Gian Luca Lazzeri, consigliere regionale del Nuovo Centro Destra, di recente si è fatto anche promotore di un'interrogazione, ribadendo che «a più di un anno dalla costituzione della commissione esaminatrice ancora non è stata pubblicata la graduatoria definitiva per conoscere l’esito del bando».

«Fin dall’inizio – sottolinea – il concorso è stato a rischio paralisi, già a dicembre 2012 denunciai il ritardo di 60 giorni sulla nomina della commissione che avrebbe dovuto essere costituita a 30 giorni dalla pubblicazione del bando. Il passaggio successivo dovrebbe essere il controllo delle autocertificazioni dei candidati ammessi, una fase impegnativa che non sappiamo neanche se sia stata avviata o meno».

«Si tratta di un’impasse – conclude – che, se prolungata, rischia di danneggiare i partecipanti ma anche i cittadini di alcune zone, che sono costretti a macinare chilometri per raggiungere la prima farmacia disponibile».

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