Proteste
Marchi ricandidata: riserva da sciogliere
Si aspetta la decisione di un assessore prima di annunciare la discesa in campo del sindaco uscente
PESCIA. Ufficialmente la riserva non è stata sciolta, ma oramai si rincorrono quotidianamente le voci di una ricandidatura del sindaco uscente Roberta Marchi. Nodo centrale della questione, che ha fino a oggi fatto rimandare l’annuncio, sembra essere la buona riuscita dell’accordo con Francesco Conforti, personaggio che in città raccoglie da sempre un grande consenso personale. Qualora quest’ultimo, attualmente assessore alla sanità nella giunta Marchi, decidesse di rinnovare l’alleanza con il centrodestra, non ci sarebbero più ostacoli per la ricandidatura dell’attuale sindaco.
Sul piatto sembra siano state messe poltrone importanti, come quella di vicesindaco, incarico ritenuto all’altezza di Conforti vista l’importanza che il centrodestra attribuisce alla sua presenza in maggioranza, alla luce soprattutto del numero di voti che l’assessore, noto medico, aveva portato nelle passate elezioni. La cosa non dispiace a Forza Italia, che in caso di rielezione della Marchi, perderebbe quindi la seconda carica più importante.
Roberta Marchi non si è lasciata quindi spaventare da cinque anni che definire complicati è un eufemismo. Professoressa, 49 anni, tre figli e una laurea in giurisprudenza, la Marchi alla fine ha resistito, durante la sua amministrazione, ai tanti attacchi dell’opposizione e anche al fuoco amico della sua maggioranza, che si è esibita in valzer e balletti di ogni tipo, spostandosi da una parte all’altra e facendo vacillare più volte la tenuta della maggioranza stessa.
E proprio per garantire quest’ultima e quindi la governabilità l’attuale sindaco ha dovuto più volte «far cambiare le geometrie», per usare le stesse parole della Marchi, all’interno di giunta e consiglio. La formazione della Lega prima e di Fli poi ha tolto nel tempo tre consiglieri al Pdl e per far contenti tutti, o per ristabilire i giusti equilibri (per essere politically correct), la città ha dovuto assistere alla caduta di un paio di assessori, alla nomina di nuovi e all’avvicendarsi sulla poltrona del presidente del consiglio di ben tre differenti persone.
Ma oltre al fuoco incrociato di amici e nemici a rendere ancor più difficile i cinque anni di amministrazione sono stati i problemi economici e finanziari del Comune, evidenziati nelle varie pronunce della Corte dei Conti regionale. Da un buco nel bilancio di un milione e mezzo di euro, ai tanti debiti, alla contabilità mal tenuta, fino alle alienazioni non riuscite le difficoltà da questo punta di vista sono sembrate interminabili, anche se alla fine una vittoria è stata ottenuta. Dopo l’ennesimo colpo ricevuto, con la bocciatura da parte della Corte dei Conti regionale del piano di riequilibrio proposta dalla giunta Marchi, a salvare il Comune dal dissesto e dal commissariamento ci hanno pensato le sezioni riunite della Corte dei Conti, accogliendo pienamente, senza prescrizione alcuna, il ricorso proposto dal comune di Pescia.
Ma se i guai finanziari sono sembrati i più grandi, ci sono tante altre questioni che, forse indipendentemente dall’operato di questa amministrazione, ma pur sempre in concomitanza, hanno avuto conseguenze negative per la città: in primis la perdita di servizi subita nel tempo. E se, alla luce di tutto questo, Roberta Marchi ha deciso davvero di riprovarci oggi viene proprio da chiedersi chi glielo faccia fare.
Francesca Maltagliati
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