Il Tirreno

Montecatini

Arrestato l’aggressore della stazione

di Luigi Spinosi
Arrestato l’aggressore della stazione

L’accusa è tentato omicidio: negli otto giorni dal suo arrivo dalla Romania ha cercato quasi quotidianamente la rissa

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MONTECATINI. La sua figura ricorda quella di Francis Begbie, personaggio del romanzo “Trainspotting”, e del relativo film (dove era interpretato da Robert Carlyle). Un personaggio violento, alla perenne ricerca di una scusa per fare a botte con tutti. Solo che questa volta non eravamo in un film, ma nella realtà. Non a Edimburgo, ma a Montecatini. E il “Begbie nostrano” non è nemmeno scozzese, bensì romeno, ma con il personaggio letterario condivide la passione per l’alcol. È stato lui, venerdì sera, al termine dell’ennesimo tentativo di provocare una lite, a ferire in modo gravissimo un operaio romeno, che ha avuto solo la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

L’uomo è stato arrestato in meno di 24 ore, nonostante fosse quasi un perfetto sconosciuto per le autorità, essendo arrivato in Italia da appena 8 giorni.

L’operazione che ha condotto alla sua cattura è stata illustrata ieri mattina al commissariato di Montecatini dal questore Maurizio Manzo e dal vicequestore Corrado Mattana, i quali hanno ricostruito quanto accaduto in quel venerdì sera di sangue.

Erano circa le 21 quando l’uomo, 32 anni, visibilmente ubriaco, in compagnia di un amico di 33 anni (arrivato insieme a lui dalla Romania appena la settimana precedente), trovando un gruppo di connazionali – impegnati a conversare per i fatti loro davanti alla stazione – ha cominciato a insultarli e minacciarli, con l’intento di provocare una rissa. Per cercare di farsi più minaccioso si è spogliato, restando a torso nudo, in modo da mostrare il fisico da palestrato che lo caratterizzava, e mettendo anche in evidenza una serie di tatuaggi che hanno facilitato poi la sua identificazione. Il gruppo ha provato a ignorarlo, ma quando l’uomo si è fatto più minaccioso uno dei romeni, un ventenne, per difendersi ha preso un bastone da terra colpendo in faccia il provocatore, caduto a terra stordito. A quel punto il ventenne è fuggito, mentre sul posto è stata fatta intervenire un’ambulanza. Il provocatore ha rifiutato il ricovero, mentre l’uomo che era con lui chiamava un amico con la scusa di farsi venire a prendere.

E poi, tutto in un attimo, il fattaccio: una volta che l’ambulanza si è allontanata (e mentre arrivava l’amico in auto, che però non si era reso conto di quel che stava accadendo), il body builder ha preso una bottiglia, l’ha rotta, e si è scagliato contro la persona del gruppo più vicina a lui, appunto l’operaio di 49 anni, puntando alla gola. Con la bottiglia gli ha tranciato la carotide, arrivando vicinissimo alla trachea (l’uomo si trova ancora ricoverato in gravi condizioni, ed è intubato), per poi salire in tutta fretta in auto e fuggire con l’amico.

Però l’intera scena è stata ripresa dalle telecamere, e attraverso la targa dell’auto è stato possibile risalire alla terza persona (ritenuta completamente estranea ai fatti) e, quindi, all’aggressore e al suo amico. Telecamere che, ha sottolineato il questore Manzo, «rappresentano un servizio fondamentale, e bene fa il sindaco a volerne di più».

L’uomo, una volta individuato, è stato arrestato (arresto avvenuto nel pomeriggio di sabato): per lui l’accusa è quella di tentato omicidio con l’aggravante dei futili motivi, mentre l’amico che era con lui è stato denunciato per favoreggiamento.

Quanto accaduto venerdì sera, davanti alla stazione, sotto gli occhi di decine di persone (e, fortunatamente, sotto l’occhio di una telecamera), ha rappresentato una conclusione che, tristemente, si può definire quasi logica per il 32enne romeno. Questi nei pochi giorni dal suo arrivo in Italia, spiega il vicequestore Mattana, si era reso protagonista quasi quotidianamente di episodi di ubriachezza e di provocazioni con lo scopo di scatenare delle liti. Un’aggressività di cui, venerdì sera, ha fatto le spese un padre di famiglia, la cui unica colpa era quella di essersi fermato a chiacchierare con dei connazionali.

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