Il dolore
Avrebbero un nome i due aggressori della stazione Centro
Sta meglio l’uomo ferito mentre divideva due litiganti Le testimonianze hanno confermato il suo racconto
MONTECATINI. L’impressione è che abbiano già un nome i due protagonisti della lite di venerdì sera della quale, invece, ha fatto le spese una terza persona (colpita con un oggetto tagliente, un coltello o più probabilmente una bottiglia in frantumi) intervenuta per fare da paciere. Del caso si occupa il commissariato di Montecatini, dove nessuno si “sbottona” sullo stato delle indagini, anche se viene manifestato uno stato d’animo decisamente ottimista (a mezza voce arriva il consiglio di tenersi pronti ad avere novità in tempi brevi).
Decisiva dovrebbe essere la testimonianza della vittima, il cittadino romeno di 49 anni che, dopo aver visto i due connazionali prendersi a botte giusto davanti la porta d’ingresso della stazione di Montecatini Centro, era intervenuto per separarli, ricevendo per tutta risposta il colpo di uno dei due contendenti, che in mano teneva appunto l’oggetto tagliente. Un colpo, molto probabilmente, nemmeno diretto a lui, e che gli ha prodotto una profonda ferita da taglio, fortunatamente – e per pochi centimetri – in un punto non letale. Il ferito, le cui condizioni inizialmente sembravano gravissime, anche alla luce della gran quantità di sangue versata sul marciapiede davanti la stazione, in realtà non è mai stato davvero in pericolo di vita, e sarebbe già stato sentito dagli inquirenti. Una testimonianza probabilmente decisiva per risalire all’identità dei litiganti, anche se più complicato appare capire chi sia stato, tra i due, a colpire il 49enne. Anche perché l’uomo non si sarebbe nemmeno accordo del colpo che stava per partire, accorgendosene solo nel momento in cui è stato ferito (cui è seguita la fuga dei litiganti). Il racconto della vittima sarebbe stato confermato anche da altre testimonianze, smentendo una delle possibili ipotesi fatte subito dopo il fatto di sangue (ossia che si trattasse di uno dei contendenti, e non di una terza persona estranea alla lite, che aveva cercato in questo modo di tirarsi fuori da eventuali conseguenze).
Fin qui la cronaca, probabilmente destinata a nuovi e decisivi sviluppi nelle prossime ore. Ma c’è anche l’altro aspetto dell’episodio: il dove e quando è accaduto. Non in periferia nel cuore della notte, ma a due passi dal centro, alle 21,30. E il teatro, ancora una volta, è stata la stazione ex succursale, ormai da molti considerata terra di nessuno, a qualsiasi ora del giorno e della notte, teatro di liti, furti e danneggiamenti di ogni tipo. Una situazione di “anarchia” che, anche a giudicare dalle scarse reazioni alla notizia di quanto avvenuto venerdì sera, sembra essere ormai quasi “assodata”. Con un senso di rassegnazione che, forse, rappresenta il vero campanello d’allarme.
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